La giunta comunale riunitasi il 26/09/22 ha approvato un progetto di condono edilizio proprio per evadere le pratiche di condono.

A quanto pare ve ne sono ben 336 pratiche rimaste inevase. Pratiche che si riferiscono a richieste di condono in base alle 47/85 e 724/94. Interessante che manchino pratiche inerenti alla 326/2003 che poi sarebbe l’ultimo grande condono a livello nazionale.

La delibera di giunta, che pubblichiamo, parla di condono come definizioni di controversie e di dare certezza alle situazione giuridiche. Da un lato vi è l’esigenza, quella del privato, di sanare un “problema”, dall’altro, quello amministrativo, è quello di recuperare le somme che non si sono incassate al tempo.

Utilizzare un condono è sempre particolare da un punto di vista morale se vogliamo. Si tratta pur sempre di andare a “regolare” comportamenti contro la legge. Purtroppo, a discapito di quei cittadini che invece hanno rispettato tutte le regole e magari si sono mantenuti nei limiti dei vincoli edilizi. E’ pur vero che questo è un modo per far cassa è appunto come dice la delibera regolare delle situazioni giuridiche.

A quanto pare, da uno studio del settore urbanistica, è venuto fuori che dalla metà delle pratiche inevase, 168, si possono ricavare be 1500€ a pratica e quindi un 252.000€. Un 20.000€ servirà per le spese del Progetto condono edilizio in sé.

La problematica nostra qui è un’altra. Cioè capire l’entita dell’abuso. Se per capirci una stanza invece di 30 mq è stata poi costruita fino a 35 mq e vabbuò ci può stare un condono. Se l’edificio tutto è stato costruito secondo i crismi edilizi, ma sono mancate le carte burocratiche per iniziare i lavori e via dicendo e vabbuò ci può stare pure qui. Ma secondo noi non ci può stare mai, pure se stiamo parlando di costruzioni di cinquant’anni, che si è costruito magari mezza casa in completo abuso o in zone dove non si dovrebbe costruire.

Un problema oggi importante è il consumo di suolo. Non siamo più nella situazione degli anni 70/80. Al quel tempo questo comune aveva verde ovunque, ma oramai si è ostaggio di casermoni e cemento, cui si fa fatica a riempire di gente. Basti pensare che Santa Maria a Vico ha gli stessi abitanti oggi di quanto ne aveva dieci anni, eppure ha molti più edifici rispetto allo stesso periodo.

L’amministrazione presente e quelle future dovranno pur ragionare su questi dati un giorno.

La Delibera: