
Ritorniamo a parlare del nido di infanzia di Santa Maria a Vico, dopo il nostro articolo di qualche giorno fa, perché ci siamo rimessi a rileggere il bando e c’era sfuggito un particolare importante: i costi. SMAV – Nido d’infanzia: Un bando che lascia più di un perplessità – PUNGIGLIONE blog
A Santa Maria a Vico il servizio di nido d’infanzia si prepara a un potenziamento grazie ai fondi statali destinati all’ampliamento dell’offerta educativa per i bambini da 3 a 36 mesi. Nello stesso provvedimento, però, la Giunta comunale ha previsto anche un aumento delle rette a partire dal 1° gennaio 2027, senza indicarne espressamente le motivazioni.
La Delibera di Giunta n. 76 del 17 giugno 2026 stabilisce infatti che il Comune beneficerà di 398.739,03 euro provenienti dal Fondo Speciale per l’Equità del Livello dei Servizi, risorse finalizzate al potenziamento del servizio e al raggiungimento dell’obiettivo di 52 posti per i bambini nella fascia 3-36 mesi.
Accanto a queste disposizioni, il provvedimento introduce anche una nuova articolazione delle quote di compartecipazione che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2027:
- ISEE fino a 5.000 euro: da 70 a 100 euro;
- ISEE da 5.000,01 a 10.000 euro: da 100 a 130 euro;
- ISEE da 10.000,01 a 20.000 euro: da 120 a 150 euro;
- ISEE oltre 20.000 euro: da 170 a 200 euro.
L’aspetto che emerge dalla lettura dell’atto è che non viene fornita una motivazione specifica dell’aumento delle rette. Le premesse della delibera illustrano esclusivamente il finanziamento ministeriale, gli obiettivi di potenziamento del servizio e il numero di utenti da raggiungere, mentre non sono presenti riferimenti a un incremento dei costi di gestione, a esigenze di bilancio o ad altre ragioni che giustifichino l’aumento della compartecipazione economica richiesta alle famiglie.
È quindi legittimo chiedersi quale sia stata la valutazione che ha portato l’amministrazione comunale a prevedere un incremento delle tariffe proprio mentre il servizio beneficia di un consistente finanziamento statale destinato al suo potenziamento.
Un chiarimento su questo punto contribuirebbe a rendere più trasparente una scelta che interessa direttamente le famiglie del territorio e che, allo stato degli atti, non trova una spiegazione nel testo della deliberazione.