
Sono passati sei giorni.
Sono passati sei giorni da quando è stata rilevata la non potabilità dell’acqua nel comune di Santa Maria a Vico. Sei giorni in cui, oltre al disagio oggettivo per le utenze private, anche le attività commerciali si sono trovate a dover affrontare un problema serio, concreto, quotidiano. Parliamo di bar, ristoranti, panifici, parrucchieri, pasticcerie… tutti costretti a riorganizzarsi con relative spese impreviste da approntare.
Nell’ordinanza ufficiale si faceva riferimento a una contaminazione da nitrati “leggermente superiore ai limiti di legge”. Quasi un modo per rassicurare. Quasi a dire: non è niente di grave, questione di poco, tornerà tutto alla normalità.
E invece no.
Oggi siamo nel pieno della Settimana Santa, con Pasqua e Pasquetta alle porte – un momento importante per molte famiglie, ma anche per le attività commerciali che si preparano al picco stagionale. Eppure, dopo sei giorni, non c’è stata una sola comunicazione chiara, concreta, aggiornata. Nessuna informazione su cosa si stia facendo, nessuna ipotesi sulle cause del problema, nessuna indicazione sui tempi di risoluzione.
Noi vogliamo continuare a essere ingenui. Vogliamo credere che dietro il silenzio ci sia un lavoro frenetico, che si stia indagando, cercando, intervenendo. Che ci siano tecnici sul campo, prelievi in corso, azioni rapide. Ma ci piacerebbe anche che qualcuno, nel frattempo, si ricordasse dei cittadini.
Di quelli che l’acqua la pagano. Che le tasse le pagano. Che rispettano le regole, ma che adesso si sentono trattati da sudditi.
Non servono grandi discorsi: basterebbe una voce, una nota, un comunicato. Un gesto di rispetto!
Oppure dobbiamo aspettare martedì, quando le uova saranno già rotte e le tavole sparecchiate?
Perché in fondo, più dell’acqua, a mancare è proprio la trasparenza.