Ieri abbiamo parlato di una sorta di toto giunta, in verità più per gioco che per una reale convinzione. Infatti, il problema di questi assetti amministrativi e che per i cittadini non cambia assolutamente nulla.

SMAV RIMPASTO GIUNTA: CHI ESCE E CHI ENTRA? (pungiglioneblog.com)

Infatti, ieri per gioco abbiamo parlato di regole non scritte come quella del fodero e della residenza. Ce ne sta un’altra: che una volta assegnate le deleghe queste sono incollate alla persona politica a prescindere se questa sieda in giunta o meno. Questo vale per Santa Maria a Vico come per tutti i comuni suessolani.

Esempio: se l’assessore Affinita che ha deleghe ai trasporti e all’istruzione dovesse poi eventualmente essere coinvolto nel rimpasto andrà a sedersi su una sedia diversa e divenire il consigliere Affinita ma sempre con delega ai trasporti e all’istruzione!

L’unico modo accettabile del lasciare le deleghe è quello di essere in contrasto con la linea politica del sindaco.

Il partecipare in giunta è giusto un gioco interno alle amministrazioni. Gioco, che per una serie di motivi, appetibile: una cosa di soldi in più, partecipare alle riunioni di giunta e quindi chiedere permessi di assenza dal lavoro giustificati, per esempio.

Ma per i cittadini cambia il nulla. Questo secondo noi non va bene. Lo abbiamo detto tantissime volte. Addirittura, i presidenti del consiglio comunale, che dovrebbero essere sicuramente super partes e magari anche concertati con l’opposizione, hanno deleghe che li fanno diventare amministratori a pieno titolo.

Perché è sbagliato assegnare deleghe di carattere generale ai consiglieri? Perché costoro, sebbene sembrano solo degli yesman, soprattutto quelli di maggioranza, hanno una funzione di controllo dell’operato dell’amministrazione. Essere coinvolti dunque in decisioni amministrative, anzi esserne artefici di queste, porta alla confusione dei ruoli in cui il controllore e il controllato sono la medesima cosa.

Questo in linea generale, nel caso specifico del rimpasto di Santa Maria a Vico abbiamo deleghe assegnate a un assessore esterno che con tutta probabilità non lo sarà più. Siccome non potrà ritornare consigliere quelle deleghe vanno riaffidate e cioè: bilancio, tributi e finanze, cultura.

Certo si azzerassero le deleghe di tutti allora è una storia, ma siccome come detto per regola non scritta le deleghe non si lasciano, allora queste dell’assessorato esterno vanno aggiunte a chi ha già delle deleghe. Al momento quelli deleghe leggere sono quelle di Carmine De Lucia 73 che ha gemellaggio, biblioteche, innovazione tecnologica, cooperazione internazionale e politiche comunitarie. Rossella Grieco, rigenerazione urbana partecipata, attuazione piano colore, concorsi di idee e collaborazione con le Università.

La Grieco però è non solo al primo mandato, ma molto probabile futuro presidente e redigere il bilancio da quella posizione è sconsigliabile.

Quindi potrebbero andare tali pesanti deleghe al più esperto Carmine De Lucia 73. Ma è tutto da vedere se l’ingegnere voglia appesantire le sue deleghe nonostante questo sia un assessorato certamente prestigioso se ben fatto, dannoso se mal fatto.

Siamo dunque in attesa, il 7 novembre giorno di consiglio, avremo parecchie risposte.