
Ieri si è tenuto un consiglio comunale importante, sia per la comunicazione del sindaco Pirozzi – che ha affrontato questioni critiche per la cittadinanza – sia per l’approvazione del rendiconto di gestione. Ed è stato proprio quest’ultimo punto a mettere in luce le crepe, sia nella maggioranza che nell’opposizione. In particolare, in Fratelli d’Italia.
Tra le assenze di peso, spiccano quella della presidente del consiglio Grieco (sostituita da Giuseppe Nuzzo) e soprattutto quella di Carmine De Lucia 73, sempre più in rotta con la sua maggioranza. Ma è in Fratelli d’Italia che la situazione si fa davvero ingarbugliata: il gruppo, fino a poco fa rafforzato dall’ingresso di Clelia Signoriello-Iadresta e G.Nuzzo, ieri si è presentato diviso.
Iadaresta era assente. Giuseppe Nuzzo, che ha presieduto la seduta, ha dichiarato di astenersi da ogni voto “in quanto presidente” e “in quanto membro dell’opposizione”. Motivazione curiosa, perché se l’astensione ha senso per un presidente di maggioranza (per garantire equilibrio), non si capisce cosa lo impedisca a un presidente d’opposizione.
Clelia Signoriello e Igino Nuzzo hanno invece votato a favore del rendiconto, con dichiarazioni personali che suonano come un elogio alla maggioranza. I.Nuzzo ha sottolineato la sua coerenza con il simbolo sotto cui è stato eletto. La Signoriello ha giustificato il suo voto favorevole in nome della trasparenza e dell’efficacia amministrativa. Le sue parole:
“Pur avendo oggi assunto un ruolo di opposizione, ritengo doveroso riconoscere la correttezza tecnica del documento e la coerenza tra gli impegni assunti e le azioni effettivamente realizzate. Il rendiconto restituisce un quadro trasparente dell’attività amministrativa svolta e dimostra che molte delle scelte adottate hanno avuto un impatto positivo sulla comunità.”
In sintesi: Nuzzo e Signoriello votano sì. Il rendiconto passa con 10 voti favorevoli, 3 contrari (M5S e Città di Idee) e 1 astenuto (Giuseppe Nuzzo).
Che si stia preparando un nuovo gruppo indipendente? È presto per dirlo, ma l’aria di campagna elettorale si respira già.