
Sembra che anche oggi a Santa Maria a Vico l’acqua abbia deciso di fare di testa sua: in alcune zone è mancata del tutto, in altre la pressione è scesa tanto da mandare in crisi elettrodomestici come le caldaie.
Ancora una volta, però, la comunicazione scarseggia.
Eppure ormai la questione “acqua” non è più un’emergenza, ma un problema strutturale con cui i cittadini stanno imparando a convivere.
Un nostro lettore, con la solita ironia locale, ci ha suggerito una proposta che giriamo volentieri all’amministrazione: affiancare al medico di base… il “funtanaro di base”, per gestire le crisi idriche quotidiane.
Nel frattempo, siamo all’8 ottobre 2025 e ancora non è chiaro quale sia la situazione per i residenti dei Maielli e per chi non sa se dal proprio rubinetto esca acqua sicura o meno.
Si attendono ancora risposte anche per quanto riguarda Piazza Roma, dove – in mancanza di comunicazioni ufficiali – i cittadini continuano a usare l’acqua del rubinetto confidando che sia potabile… o forse semplicemente sperando che lo sia.
E intanto, l’attesa per i dati ufficiali si allunga più del necessario: quasi fosse il quarto mistero di Fatima.
Non vogliamo essere cattivi (cioè un po’ sì, ma con misura), però il ragionamento logico è d’obbligo:
- Premessa maggiore: da aprile a settembre, un solo fontanino non potabile bastava a far dichiarare non potabile tutta l’acqua cittadina.
- Premessa minore: da ottobre, un fontanino non potabile non comporta più lo stesso effetto.
- Osservazione accessoria: in novembre ci sono le elezioni regionali ed è partita la campagna elettorale.
Ora, senza fare conclusioni affrettate, lasciamo che siano i cittadini a trarre le proprie.
