Le elezioni regionali portano i primi scossoni. La candidatura di Veronica Biondo nelle fila di Forza Italia ha provocato la reazione del consigliere Carmine De Lucia 73, che si è dichiarato “indipendente”.

Ora, a nostro avviso, l’ex assessore era già ai ferri corti con questa maggioranza da luglio dello scorso anno, quando dovette “fare un passo indietro” da assessore. Diciamolo pure: questa candidatura del vicesindaco è solo la classica goccia, una scusa utile al De Lucia per uscire dalla maggioranza senza sbattere la porta.
Il problema è che non può dichiararsi indipendente, almeno non formalmente. Il pessimo regolamento comunale non consente la formazione di un gruppo con un solo componente. Un ex presidente del consiglio comunale queste cose dovrebbe saperle. Certo, politicamente può prendere le distanze, ma tecnicamente resta legato a Città Domani 2.0.
Diciamola tutta: in genere i presidenti del consiglio comunale (e anche la Grieco) fanno in modo che tutti i consiglieri possano esprimere la propria opinione. Scelta discutibile: in un gruppo dovrebbe esserci una voce sola, a meno che non ci sia un dissenso vero, per evitare i tempi biblici dei consigli e le solite ripetizioni in serie dei gruppi più numerosi.
Insomma, alla fine della fiera non è poi così stringente restare “costretto” in un gruppo.
Nel suo video, De Lucia non rimette le deleghe e anzi, con tono un po’ provocatorio, dice che continuerà a occuparsi del PUC e di altro “se me lo permetteranno”.
E qui la domanda è semplice: se prendi le distanze da Città Domani per una candidatura, e non risulta che stia nascendo un gruppo Forza Italia in consiglio (né che Città Domani abbia cambiato nome), perché mai il sindaco dovrebbe mantenerti le deleghe?
Il rapporto fiduciario, di fatto, lo ha messo in discussione lui stesso.
E poi: perché definirsi indipendente?
Dichiari piuttosto l’appartenenza politica. Quella ideologica la conosciamo — centro-sinistra — ma oggi che significa? PD? Italia Viva? O qualche cespuglio e fravaglia varia in cerca d’identità?
Giusto per chiarezza verso gli elettori, anche perché lo stesso De Lucia ha chiuso il video dicendo che “le etichette non contano”.
Vero, ma per un’etichetta ha appena lasciato il gruppo.
E poi, domanda finale: se questa amministrazione è figlia diretta di quella di Piscitelli, eletta con il Popolo della Libertà, com’è possibile che un politico navigato non si fosse mai accorto dell’orientamento dei suoi compagni di viaggio?
O magari se ne rende conto … a corrente alternata!