Domani è domenica e ci vogliamo riposare, perciò pubblichiamo adesso il video del sindaco Andrea Pirozzi. Un video che, diciamolo subito, non risponde a nessuna domanda e ne solleva anzi di nuove.

L’unico punto su cui possiamo concordare con il sindaco è che i rilievi vadano fatti in maniera corretta. Ma per il resto partiamo da un dato: le verifiche sono state chieste “nei giorni scorsi” agli enti preposti. Benissimo, ma allora perché non dirlo subito? La popolazione aspettava da giorni un segnale, non un discorso generico.
Il sindaco sostiene poi che l’Asl avrebbe certificato la potabilità dell’acqua dal 18 giugno al 4 settembre dopo che il consigliere Nuzzo ha sollevato il problema. Ma nella nota ufficiale si legge che sono stati fatti solo alcuni campionamenti parziali (18/06, 07/07 e 26/08), con esiti conformi ma senza pubblicazione dei valori. E soprattutto non sono stati monitorati tutti i fontanini.
Pirozzi invita i cittadini a consultare il sito comunale e il portale dell’acqua. Peccato che dal 18 giugno al 4 settembre lì dentro ci sia il vuoto assoluto. È vero che i controlli spettano all’ITL, ma il Comune non potrebbe sedersi a un tavolo e calendarizzare verifiche regolari? E magari, nell’attesa, commissionare analisi indipendenti a laboratori privati, a spese proprie, per tranquillizzare i cittadini?
Anche i dati diffusi non sono affatto rassicuranti: quattro fontanini sopra i 40 mg/L e quello di Piazza Roma addirittura a 56 mg/L. E stavolta manca pure l’indicazione dell’incertezza, che invece compariva in precedenza. Se fosse uguale al margine già visto (±6), allora saremmo abbondantemente oltre i limiti. In ogni caso, con metà fontanini sopra i 40 mg/L non si può dire che il problema sia chiuso. E l’autunno porta piogge, che aumentano il rischio di nitrati in falda.
Comunque a conti fatti l’acqua non è potabile e l’ordinanza è ancora in vigore.
Per questo parliamo di controlli continui, calendarizzati e comunicati con trasparenza: non è un attacco politico come crede il sindaco, è buon senso come dovrebbe valutarlo un sindaco. Se il Comune si fosse mosso per tempo, non ci sarebbe stato bisogno di dirette e polemiche, né di tensioni sociali come detto in apertura video.
Poi c’è la questione bollette, che resta un mistero. Il sindaco dice che se l’ITL non rispetta gli impegni, il Comune scriverà una lettera per chiedere sgravi o rimborsi. Una lettera? All’ITL? Immaginiamo già il terrore nei loro uffici… non sarebbe meglio valutare un’azione legale?
Infine, il gran finale: studio del pozzo, messa in sicurezza della rete, sportello permanente. Ottime proposte, ma perché arrivano solo adesso? Perché non furono chieste già tra aprile e giugno, quando la popolazione ha vissuto mesi senza acqua potabile? Forse, a pensarci bene, quell’“allarmismo” del consigliere Nuzzo qualche risultato concreto l’ha portato.