Eppur qualcosa si muove in quel disastro che chiamasi comune di San Felice a Cancello. Il sindaco Giovanni Ferrara è riuscito ad emanare un’ordinanza che per cercare in qualche modo di contenere il contagio visto che i numeri dei positivi sono assolutamente in aumento.

stemma san felice

Il sindaco in base a numerose segnalazioni, come si legge nell’ordinanza, di assembramenti di ragazzi (ma sì colpevolizziamoli come sempre) e di banchetti privati, che magari sono organizzati da adulti, ma non diciamolo, si è deciso a questa ordinanza che è valevole da oggi fino al 14.05.21.

Quali sono gli obblighi?

Innanzitutto, chiusura di tutte le piazze e dei parchi giochi ubicati sul territorio comunale per l’intera giornata. In barba quindi a tutte le indicazioni scientifiche che indicano i luoghi all’aperto più sicuri rispetto a quelli al chiuso. Però si porta e quindi si fa così.

Divieto di raggiungere le seconde abitazioni poste sulle zone montuose. Quindi se hai la seconda casa in pianura, nulla quaestio. Divieto di cortei funebri, ma attenzione che questa è una finezza, salvo la possibilità di impiegare la banda musicale in forma statica all’interno del cimitero comunale. Obbligo assoluto della protezione delle vie respiratorie (anche una sciarpa va bene!?) in tutte le strade e piazze ricadenti nel centro città e nelle frazioni. Obbligo di isolamento a tutti coloro che siano risultati positivi e anche al nucleo familiare che ha avuto contatti diretti con il contagiato.

Cosa succede a chi non rispetta queste indicazioni? Assolutamente niente! Non vi è indicata alcun tipo di sanzione, certo potrebbero essere previste anche scudisciate oppure una pena pecuniaria di qualche milione di euro, ah boh!? Dall’ordinanza non risulta alcun elemento sanzionatorio.

Non riusciamo a capire come si possa essere così sciatti in questo momento di difficoltà. Va bene fare un’ordinanza, pure noi avevamo chiesto di muoversi in tal senso, ma una volta che si è deciso di farla sta benedetta ordinanza e facciamola con tutti i crismi!

Non sappiamo più se ridere o piangere.