Alla fine ci sarà questo consiglio comunale, pure sul sito istituzionale si sono degnati di pubblicarlo, non sappiamo come sia andata a finire quella polemica con i 5Stelle che lamentano una mancata convocazione della capigruppo, quindi non sappiamo se saranno presenti ma pensiamo di sì.

Tra i punti all’ordine del giorno il più importante è chiaramente l’approvazione del bilancio che viene posto proprio al secondo punto all’ordine del giorno. Immaginiamo che il documento passi, ma ancora una volta è il dato politico a destare preoccupazione. Il sindaco Ferrara si presenterà a questo consiglio solo, senza giunta, verrà come sembra approvato un documento che poi dovranno essere altri assessori a portarlo avanti.

L’amministrazione Ferrara continua a vivacchiare ad andare avanti senza una meta precisa se non quella di una sopravvivenza che non ha davvero alcun senso a questo punto. I consiglieri di maggioranza sperano di prendere quella poltroncina giusto per qualche mese e non capiamo a cosa possa servire questa lotta fine a sé stessa.

L’inadeguatezza di questa classe dirigente poi la si evince con il punto tre all’o.d.g. e cioè l’annullamento della delibera riguardante il parcheggio di via Ponte Trave, paradossalmente se approvata sarebbe una sorta di sfiducia nei confronti del sindaco sempre più ostaggio delle forze, ma sarebbe il caso di chiamarle debolezze politiche del consiglio comunale.

Molto bella invece la sensibilità di conferire la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, un particolare che un po’ tutti i consigli comunali d’Italia stanno facendo nel centenario della tumulazione.

Ci aspettiamo l’unanimità su questo punto.

Un veloce excursus storico:

il Milite ignoto è un combattente italiano senza nome, scelto da una donna di Trieste, tra un gruppo di militari caduti in battaglia durante la prima Guerra Mondiale e mai identificati. Fu una commissione a rintracciare undici vittime ignote, inumate nei territori dove furono più aspri i combattimenti. I cadaveri dei soldati vennero messi in bare tutti uguali e disposti in fila nella navata centrale della Basilica di Aquileia a Udine. Poi, spettò a Maria Bergamas, mamma di un soldato deceduto, Antonio, scegliere la salma che oggi riposa nella capitale. La donna entrò in Chiesa e si fermò davanti ad uno dei feretri, lì probabilmente ci sarebbe stato suo figlio, un ragazzo che aveva disertato la leva con
l’esercito austriaco per combattere a fianco degli italiani.

L’Altare della Patria, che è solo una parte del Vittoriano, fu inaugurato dopo la tumulazione del Milite Ignoto.
La tomba del Milite Ignoto è perennemente vigilata da soldati in armi. Nei primi dieci anni l’onore della guardia toccò all’arma dei Carabinieri Reali; per il secondo decennio (1931-1941) è riservato alla fanteria; e così di seguito, di dieci in dieci anni, le varie armi si succedono nel simbolico rito.