
Spesso e volentieri ci capita navigando in rete di trovare notizie interessanti.
Questa di cui parliamo oggi nel nostro blog riguarda la lotta ai tumori e precisamente: Efficacia del sacituzumab govitecan in paziente con TNBC con recidiva precoce dopo chemioterapia neoadiuvante.
Ecco qualsiasi cosa questo voglia dire a un profano come noi.
Trattasi di uno studio dei dottori Francesca Carlino e Salvatore Feliciano dell’Uoc Oncologia medica, Presidio Ospedaliero di San Felice a Cancello, Asl Caserta.
Come detto, non è semplice spiegare di cosa si tratta, chi vuol leggere lo studio più approfondita, puo’ facilmente reperirlo googlando.
Noi proviamo a sintetizzare.
Si parla dunque, di uno studio che dimostra l’efficacia di un farmaco su un tipo di tumore e precisamente per i pazienti con tumore della mammella triplo negativo recidivati entro 12 mesi dal termine della chemioterapia neoadiuvante rappresentano un sottogruppo con una prognosi particolarmente infausta, in quanto resistenti ai comuni trattamenti chemioterapici. Pertanto per questi pazienti è necessario l’utilizzo di strategie terapeutiche innovative.
Il farmaco Sacituzumab Govitecan (=SG) ha dimostrato -secondo i medici – la sua efficacia anche in pazienti con recidiva precoce dopo trattamento curativo nell’early setting. SG ha determinato una risposta clinica e strumentale rapida e degna di nota, associata a un miglioramento della qualità di vita e a un eccellente stato funzionale durante la terapia.
Questa la conclusione cui sono arrivati i due medici:
L’efficacia, i benefici e il profilo di sicurezza di SG si confermano anche nel sottogruppo di pazienti trattati in seconda linea recidivati precocemente dopo chemioterapia neoadiuvante. In questo caso clinico abbiamo descritto la storia di una giovane donna di 43 anni che nel pieno della sua attività lavorativa e familiare la cui vita viene sconvolta da un TNBC metastatico con importante coinvolgimento linfonodale,
recidivata precocemente dopo il termine della chemioterapia neoadiuvante e refrattaria al trattamento chemio immunoterapico di prima linea. Nella nostra paziente, SG ha determinato una risposta clinica e
strumentale rapida e degna di nota, associata a un miglioramento della qualità di vita e a un eccellente stato funzionale durante la terapia.
Comunque l’articolo più che altro è per dire quanto sia importante avere un’ospedale funzionante nelle nostre zone martoriate dai tumori, qualasiasi famiglia ha come minimo un caso di membro o parente affetto da tumore. Ma non è tanto la struttura in sé, che sarebbe un edificio fine a sé stesso, se al suo interno non vi fossero delle professionalità di prim’ordine.
Sappiamo come la sanità Campana sia allo sfascio, come un po’ in tutte le regioni, e quindi difendere un’ospedale è come lottare in trincea.
Questo il link per chi voglia approfondire meglio la questione:
