Bollette per le acque reflue contestate a San Felice a Cancello, tanto che è uscita fuori una lunga discussione su di un gruppo facebook che ha visto in contrapposizione anche il sindaco Pasquale De Lucia e il Movimento 5 Stelle.acque_reflue_01

Le acque reflue è in pratica l’acqua che viene utilizzata per uso domestico o agricolo o ancora industriale, e che non possono essere buttate a mare o nei corsi d’acqua o riutilizzate, ma prima devono essere depurate.

Tutto nasce da un post di un utente che si lamenta del fatto che solo a San Felice si paga la bolletta delle acque reflue. In verità non è vero questo, le acque reflue si pagano ovunque, solo che sono inserite in un’unica bolletta. A San Felice ci sono due bollette in quanto per il passato con bolletta unica – depurazione+consumo-  si sono fatti dei ricorsi e gli utenti non hanno pagato nemmeno ciò che non era oggetto di ricorso.

C’è chi invita a non far pagare la bolletta relativa alle acque reflue e a farle annullare in autotutela in quanto il comune -secondo costoro- non garantisce il servizio.

Le acque che il comune di San Felice raccoglie tramite fogne, vanno a finire poi nel collettore di Santa Maria a Vico che le porta al depuratore di Acerra.

Ora, secondo noi, se si ha un’allacciatura fognaria, si paga la bolletta c’è poco da fare. L’autotutela non sappiamo esattamente a cosa possa servire visto che il comune non annullerà affatto la bolletta sic et sempliciter, al massimo può annullare quella il cui importo risulti errato. Quindi se qualcuno si sente sicuro che quella bolletta non la deve pagare sarebbe meglio si rivolgesse direttamente al Giudice di Pace.

Orbene una possibilità per annullare la bolletta, ma la vediamo ardua, è quella di dimostrare che il depuratore di Acerra non abbia funzionato. Non ci risulta né questo né un malfunzionamento, soprattutto nell’anno 2014, anno dell’invio di queste bollette per acque reflue.

Secondo il Movimento 5 Stelle, il commissario delegato Nicola Dell’Acqua in audizione al Senato del 25 Novembre 2014 pare abbia lamentato difficoltà economiche ed amministrative portando le attività di gestione, manutenzione ordinaria, straordinaria e rifunzionalizzazione degli impianti di depurazione ad essere sensibilmente rallentate, con inevitabili conseguenze sull’ambiente e sulla salute pubblica.

Noi ci siamo letti questa audizione e non abbiamo trovato queste “lamentele” del commissario. Ci sembra che Dell’Acqua dica un’altra cosa: “Al 31/03/2014 sono scaduti tutta una serie di contratti stipulati per garantire la gestione degli impianti. La struttura commissariale ha dovuto provvedere con la massima urgenza dapprima a stipulare contratti fino al 31/03/2013 e poi, a seguito della proroga, a stipulare nuovi contratti fino al 31/03/2014. Essendo intervenuto il primo provvedimento di proroga solo a fine aprile, ci si è trovati costretti, onde scongiurare l’interruzione di pubblico servizio, a prorogare i contratti in corso ed avviare e ultimare, nuovamente con estrema urgenza, le procedure di affidamento. Nel caso della seconda proroga, il provvedimento è intervenuto solo il 12/05/2014 e pertanto, su conforme parere dell’Avvocatura distrettuale dello Stato di Napoli, si è provveduto alla rinnovazione dei contratti in essere fino al 31/07/2014.”

Difficoltà certo, ma nulla che abbia portato ad una interruzione del servizio, cosa anzi scongiurata, e nemmeno quindi si può parlare di danno alla salute.

Ancora: “lo stato di funzionamento degli impianti, così come consegnati al Commissario
Delegato, ha evidenziato criticità e necessità di interventi di manutenzione straordinaria e
rifunzionalizzazione, al fine di attenuare la difficoltà degli impianti, nella loro configurazione attuale, a rispettare i limiti imposti dalla vigente normativa sugli scarichi .
Si tratta di criticità che, evidentemente, devono essere ricondotte principalmente alla circostanza che nella progettazione originale, mai adeguata in modo sostanziale, il processo depurativo era stato concepito per far fronte a esigenze e carichi in ingresso diversi da quelli attuali.”

Ancora difficoltà certo, l’impianto è della fine anni ’70, si chiede un adeguamento alla bisogna, ma nulla viene detto su un fermo della depurazione, la quale viene svolta con enorme difficoltà, ma viene assicurata.

Ovviamente noi abbiamo dei dubbi sul non pagare questa bolletta, ma mettiamo a disposizione il testo dell’audizione, se qualcuno può farci notare dove sbagliamo, sarebbe cosa ottima per noi, ma soprattutto per gli utenti che così possono avere una visione più chiara di questo oscuro problema.

https://www.senato.it/…/documentazione_Commissario_delegato_Dell_Acqua.pdf


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