
Finalmente usciamo dalla Champions League giocata in modalità sperpetuo pure quando gli infortunati erano ancora gestibili con la figuraccia contro il PSV persa con punteggio tennistico. Bella l’ultima partita con il Chelsea anche se poi persa, ma non era quella la partita da vincere ma contro il Copenaghen. Comunque sarà contento Conte che ha meno partite da fare.
Ci si mette pure Juan Jesus a dire che lui vede cose strane dopo aver dato fastidio a Milano. Immaginiamo che si riferisca all’assist a Miretti. Magari giocare meglio e parlare meno.
Ieri partita vinta, ma ancora una tegola pesante, sia per il Napoli che anche per la Nazionale e cioè l’infortunio, che si spera recuperabile, ma non sembrerebbe, del capitano Di Lorenzo.
Conte chiaramente ancora sul banco degli imputati per la gestione degli uomini si difende e spara a zero sul calcio, i soldi e via cantando roba che si sente dagli anni 80. Non diciamo prima perché troppo piccoli per seguire il calcio ma forse la retorica i soldi rovinano il pallone Signora mia c’è sempre stata, però non abbiamo mai visto un “moralista” rinunciare a uno 0 soltanto sul proprio contratto.
Quello che dice Conte può essere anche condiviso, sia chiaro non è una eresia, ma bisogna tener presente che questo vale per tutti anche gli altri grandi club fanno un sacco di partite e hanno i loro problemi, ma oramai il formato Champions dove non c’è più il doppio confronto con eliminazione è così dagli anni 90!
Lo stesso problema del fair play finanziario si può discutere sui criteri che lo attivano, ma anche questo vale per tutti e non è una regola arrivata in corso. Si sapeva.
La realtà è che Conte è un bravissimo allenatore che però ha un limite: non è in grado di gestire una rosa numerosa e più competizioni. Lo dice la sua stessa carriera.
La società ha colpe nell’aver sbagliato i conti o nell’aver sperato di aver sistemato la squadra in estate, senza dover ricorrere al mercato di “riparazione”.
La partita è chiaro dal tono di questo articolo va in secondo piano. Bella la vittoria, fa piacere anche perché si è giocato bene almeno per un ora. Certo si rimane perplessi dalle decisioni arbitrali tipo il colpo al volto subito da Vergara, gravissimo che l’arbitro non riesca a giudicare quello come fallo e pure grave con ammonizione.
Non è detto che ci debba essere sempre la malafede ma spesso è più incapacità. Il calcio italiano soffre rispetto agli altri europei non solo per i talenti che scarseggiano, il tipo di gioco espresso, la corruzione dilagante, le scelte della Federazione come giocare in Arabia o Australia, non solo per la Nazionale che soffre, ma anche per un sistema arbitrale scarso.
Facciamo gli auguri a Di Lorenzo di ritornare il più presto possibile e più forte di prima.
Noi non pubblicheremo pagelle e nota statistica non siamo in vena.