Sconfitta pesante. Non solo nel punteggio, ma soprattutto nell’onore.

Sul risultato c’è poco da discutere: la Juventus di Spalletti ha giocato meglio, punto. Se all’intervallo il tabellone avesse segnato 3-0 per la Vecchia Signora, nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Superiorità netta, partita indirizzata presto e Napoli mai realmente dentro il match.
La vera sconfitta, però, è quella nella dignità sportiva. E lì le responsabilità sono chiare: Conte e il suo staff.
Da settimane assistiamo a un festival del piagnisteo che farebbe impallidire la scala Mazzarri. La scorsa settimana il “gnegne” era per le famigerate nove partite del Napoli, dimenticando – dettaglio fastidioso – che la nona il Ciuccio la gioca il 31 gennaio, mentre l’Inter scende in campo il 1° febbraio. Un dramma da calendario, insomma.
Questa settimana invece il copione cambia: arbitro, rigore, VAR, palazzo e compagnia cantando. Ora, chi scrive è perfettamente d’accordo su un punto: l’intervento di Bremer era da rigore e il VAR, così com’è concepito oggi, resta uno strumento monco. Da tempo diciamo che dovrebbe poter essere chiamato dalla squadra danneggiata, come avviene in qualunque altro sport di squadra.
Detto questo, anche con quel rigore il problema sarebbe rimasto identico: cattiva preparazione e, soprattutto, gestione della rosa ancora peggiore.
Invocare complotti quando si allena una squadra che ha vinto due scudetti negli ultimi quattro anni rasenta il ridicolo. Se esiste un “palazzo”, allora il Napoli ne fa parte a pieno titolo.
Si parla molto di infortuni, ed è vero: hanno condizionato la stagione. Ma quando gli acciacchi diventano così numerosi da far invocare non un’infermeria, bensì Medici Senza Frontiere, non può più essere solo sfortuna o destino cinico e baro. Inserire giocatori all’89° minuto non è gestione oculata delle risorse: è navigazione a vista. Le alternative saranno anche poche, ma esistono.
E poi la partita di ieri. Fa sorridere – amaramente – che si parli di VAR, arbitro e palazzo quando il Napoli è entrato in area due volte in tutta la gara: una sull’episodio del rigore e l’altra sul liscio clamoroso di Lukaku.
Troppo poco. E fatto pure male.
Il vero problema, però, non è la sconfitta esterna con la Juventus, che sulla carta può anche starci. Il problema sono i mancati bottini pieni contro Verona e Parma. Con quelle vittorie oggi il Napoli sarebbe a 47 punti, a -5 dalla vetta: uno scarto tutt’altro che decisivo. Invece da ieri ci stiamo simbolicamente scucendo lo scudetto dal petto, e lo stiamo facendo nel modo peggiore possibile: tra lamenti, alibi e gnegnegné francamente indecorosi.
Meglio non aprire nemmeno il capitolo Champions League: giocata più con malavoglia che con fame, con o senza rosa al completo, senza quella voglia feroce di affrontare una partita alla volta e poi vedere cosa succede.
La prossima sarà contro la Fiorentina. Un consiglio a Conte e allo staff: preparatevi già il prossimo alibi. Potrebbe essere la scelta cromatica delle maglie avversarie o, perché no, la pressione barometrica.
Alla società, invece, un suggerimento molto più serio: chiamare Conte e capire cosa intende fare. Restare o andare via. Siamo a gennaio, ma sarebbe il caso di avere la testa già ad agosto 2026. Perché continuare così non è solo perdere partite: è perdere credibilità.
LE PAGELLE DEL PUNGIGLIONE
Meret 5.5: Non giocava da parecchio e si è sentito, parate in due tempi, qualche problemino di piede, un po’ di insicurezza.
Di Lorenzo 5.5: soffre parecchio la pressione avversaria; ma sembra sia mancato proprio come capitano sul fatto di Bremer avrebbe dovuto mangiarsi l’arbitro.
Jesus 4.5: prende il solito giallo con il solito inutile fallo per il solito inutile intervento a centrocampo. Spezza le gambe ai compagni con un passaggio completamente no sense.
Buongiorno 5.5: salva il goal del 2-0 sulla linea, ma comunque gioca proprio male è il fantasma del giocatore dello scorso anno.
Gutierrez 6+: non prorpio nel suo ruolo, si trova pure a battere le punizioni ma la punizione e vederne l’esecuzione
(Beukema 6): posizione più naturale ma comunque entra a disastro avvenuto
Lobotka 6-: partita difficile, fa il possibile ma soffre come tutti le accellerazioni continue degli avversari
McTominay 6: cerca di far qualcosa maè imbrigliato, pareun leone in gabbia, si spera nella punzione in buona posizione ma invano
Spinazzola 5.5: qualche pecca sul primo goal, cerca di affondare quanto puo’ ma sono più le volte che non puo’
Vergara 6.5: ottima partita la sua, l’unico che cerca di fare qualcosa e lottare a un certo punto fa una cavalcata solitaria che si porta appresso mezza squadra avversaria prima di ricevere fallo. Suo l’unico tiro in porta.
Hojlund 6-: sicuramente c’è la questione del rigore e pure i 10 minuti con Lukaku dove serve un bellissimo assist che sia magari di buon auspicio
Elmas 5.5: perso e sperduto
(Giovane 5.5): prima uscita ed è difficile dire qualcosa in questa partita prova a muoversi a farsi vedere, ma è dura
All. Conte 5.5
NOTA STATISTICA
Conte alla prossima ragiungerà Gattuso con 61 panchine in A con il Napoli