
Il sindaco Emilio Nuzzo ha scelto di rispondere, tramite un post su Facebook, all’ex sindaco Giovanna Ferrara, che a sua volta aveva pubblicato un intervento fortemente critico nei confronti dell’attuale amministrazione.
Il sindaco ha replicato punto per punto.
Noi ci prendiamo la libertà – legittima quanto la sua – di rispondergli a nostra volta: perché alcune affermazioni risultano francamente assurde, mentre altre sono invece condivisibili.
In corsivo riportiamo le parole del sindaco.
Subito sotto, la nostra risposta.
Leggo con rispetto – ma anche con grande amarezza – l’ennesimo post costruito ad arte per insinuare illegalità, opacità e favoritismi nell’azione amministrativa, senza uno straccio di prova o documento.
Consigli comunali senza diretta streaming
La legge NON obbliga alcuna amministrazione alla diretta. I consigli sono pubblici e chiunque può parteciparvi. Parlare di “mancanza di trasparenza” per una scelta organizzativa è pura demagogia.
Risposta francamente assurda.
Da anni si lamenta – a parole – il mancato coinvolgimento dei cittadini nella vita amministrativa. La diretta streaming serve esattamente a superare questo limite: consente ai cittadini di vedere come si comportano e come votano i propri rappresentanti, contribuendo alla crescita del senso civico.
Dire “non siamo obbligati” è un argomento debole. È vero: non c’è un obbligo di legge. Ma se un’amministrazione agisce solo per obbligo, allora non amministra: burocratizza.
Amministrare significa anche uscire dagli schemi e rendere i cittadini consapevoli, mettendoli nelle condizioni di giudicare maggioranza e opposizione.
Peraltro, a San Felice a Cancello nemmeno le sedie per il pubblico venivano previste durante i consigli comunali solo qualche anno fa: una delle prime battaglie combattute da questo blog.
Assunzioni di personale
Tutte le procedure seguono la normativa vigente e sono pubblicate sull’albo pretorio. Stia sereno: non troverà mai (un mio parente diretto, per i quali posso garantire personalmente) assunto o con incarichi al Comune finché ci sarò io. Chi ha dubbi presenti denuncia, non scriva insinuazioni sui social. Diversamente, sarà mia premura agire per diffamazione.
Qui c’è poco da eccepire.
Se si ritiene – prove alla mano – che vi siano illeciti, è doveroso rivolgersi alla magistratura. Alimentare un clima di sospetti senza mai arrivare a una denuncia concreta non serve a nulla, se non ad avvelenare il dibattito pubblico.
Revoche in autotutela
La revoca è prevista proprio dalla legge per correggere eventuali irregolarità. Meglio agire con correttezza che chiudere gli occhi, come forse accadeva in passato.
Giusto, ma con una precisazione non marginale.
L’errore che ha portato al provvedimento in autotutela è piuttosto grossolano.
Il 9 gennaio 2026 si decide di avvalersi di un dipendente a tempo indeterminato del Comune di San Cipriano d’Aversa, area istruttori, per 12 ore settimanali. Solo successivamente ci si accorge che l’operazione non poteva essere effettuata perché il bilancio di previsione non era ancora approvato e, dettaglio tutt’altro che secondario, perché lo “scavalco” non era consentito per quella qualifica.
Correggere è giusto.
Sbagliare così, un po’ meno.
Taglio degli alberi
Interventi effettuati per sicurezza pubblica (vedi piazza di Cancello), previo parere tecnico e, dove necessario, autorizzazioni. Anche qui, atti pubblici e accessibili.
Anche qui: atti pubblici e accessibili, nulla da dire.
Ma il punto non è solo la legittimità formale.
Un buon amministratore avrebbe sentito l’esigenza di informare preventivamente i cittadini, soprattutto su un intervento che ha sollevato perplessità anche per le tempistiche con cui è stato eseguito.
Pubblicare un atto – anche perfetto, anche legale – non equivale automaticamente a dire “abbiamo fatto un buon lavoro”. Un semplice comunicato avrebbe evitato polemiche e non sarebbe costato nulla.
Zona industriale
Le assegnazioni seguono regole e graduatorie, approvate dagli uffici e dagli organi competenti. Chi parla di “etica” lo faccia dopo aver letto gli atti, non lanciando fango a caso.
Su questo punto concordiamo con il sindaco.
Le insinuazioni non servono a nessuno. Se esistono certezze e prove di abusi, si denunci. Altrimenti resta solo aria fritta, utile forse in campagna elettorale, ma oggi del tutto inopportuna.