
Oggi utilizziamo il nero invece della classica immagine del Ciuccio perché, a nostro avviso, ieri nel mondo del calcio c’è stato un lutto: è morta la professionalità degli arbitri.
Sia chiaro, non parliamo di complotti, “Marotta League”, presunti favoritismi o altre scemenze. Non confondiamo l’incapacità della classe arbitrale con la malafede: quella andrebbe dimostrata, e noi non abbiamo strumenti per farlo.
Gli errori possono capitare, ma non si capisce perché – e lo diciamo da tempo – ci sia un uso così disinvolto del VAR, senza alcuna chiarezza su quando, come e quanto debba intervenire.
Non ci riferiamo al rigore inizialmente concesso e poi ritirato: può starci. Ma il gol annullato ha dell’assurdo. Non si capisce perché venga annullato, chi ha chiamato il VAR, né per quale motivo. L’arbitro non va a visionare le immagini e non spiega la sua decisione.
Questo non è giusto nei confronti dei calciatori – non solo del Napoli – ma anche dell’Atalanta, così come nei confronti dei tifosi allo stadio e degli appassionati di calcio che pagano abbonamenti anche generosi.
Siamo passati dalla discrezionalità dell’arbitro in campo, che aveva dato vita alla cosiddetta “moviola in campo”, alla discrezionalità dei moviolisti o del VAR, diventata talmente odiosa da far rimpiangere il passato.
Ribadiamo: quando ci sono contatti dubbi, il VAR deve intervenire solo su richiesta dell’arbitro o delle squadre coinvolte. Deve intervenire automaticamente solo in casi chiari, come dubbi su un fallo in area o su interventi pericolosi per l’incolumità dei calciatori.
Soprattutto, però, c’è bisogno che gli arbitri migliorino le loro prestazioni. Sono assolutamente pessimi.
Per togliere ogni dubbio: la stagione del Napoli in campionato è stata difficile, e non per colpa degli arbitri; ci abbiamo messo del nostro. Ma non è accettabile che l’incompetenza di questo settore peggiori ulteriormente le cose.
E ovviamente, dopo quello che è successo ieri, non siamo proprio in vena di fare pagelle falsate.