
Si è chiusa la 75esima edizione del festival della musica italiana di Sanremo, che è iniziata con Carlo Conti vittima sacrificale del post Amadeus, tutti sicuri che avrebbe fallito con gli ascolti, visti i numeri eccezionali del duo Amadeus-Fiorello.
E invece Conti ha sorpreso tutti, forse financo se stesso. Non conosciamo ancora i numeri di ascolto della serata finale, ma nelle precedenti ha toccato anche il 70% di share!
Come ha fatto?
Non lo sappiamo con precisione, ma possiamo dire che forse, come negli anni scorsi abbiamo sostenuto, sono stati eliminate le cose inutili, i pipponi, le ospitate interminabili, le intervisti inutili vedi a marciatori squalificati degli ultimi anni, il comico a forza, le fesserie varie, ma ve li ricordare “i quadri di Achille Lauro”?
Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, le canzoni sono state veramente e finalmente al centro del festival. Il conduttore non ha preso i riflettori e non ha utilizzato le canzoni in gara come riempitivo di una trasmissione televisiva come uno spot commerciale, ma ha accompagnato il telespettatore con la manina portandolo dal divano di casa all’Ariston, era come stare lì.
Si è molto scherzato, pure un po’ troppo, sulla velocità di Conti, sull’ossessione del tempo, ma noi non siamo d’accordo, Conti è stato normale, gli altri perdevano tempo! E’ rispettoso del pubblico e dei cantanti esibirsi in orari normali, gli scorsi anni insomma a mezzanotte avevano cantato una decina. Ci sono state edizioni che i cantanti si sono esibiti dopo l’1:30! Davvero speriamo si sia infranto anche questo muro.
Riguardo le canzoni, diciamo forse il livello non è stato come quello degli scorsi anni, ma comunque rimane molto alto. Certo sono state canzoni che al primo ascolto non sembravano funzionare, ma poi invece sono praticamente entrate quasi tutte dentro.
Ma parliamo di quello che è successo ieri.
Conti è stato accompagnato per l’ultima sera da Cattelan, bravissimo e sicuramente ha dato prova di poterlo reggere quel palco, e da Alessia Marcuzzi certamente brava, ma ieri per qualche motivo è stata imbarazzante, non si capisce per quale motivo ha voluto fare la simpatica a forza.
Bellissimo il momento con il calciatore Bove che ha raccontato la sua esperienza di vita davvero toccante.
Sul palco sono ritornati anche Mahmood sempre sul pezzo e Bianca Balti sempre meravigliosa.
Premio alla carriera ad Antonello Venditti meritatissimo, un cantautore che ha segnato generazioni di italiani, anche quelle recenti.
Passando alle canzoni. Vince Olly con balorda nostalgia. Dobbiamo dire non la nostra favorita, nella nostra top 29 lo avevamo messo al 16esimo posto, gli facciamo comunque i complimenti e lo seguiremo e faremo il tifo per lui al prossimo Eurovision Song Contest di Basilea di maggio.
Noi facevamo davvero il tifo per Lucio Corsi e la sua Volevo essere un duro, una rivelazione, arriva secondo per una manciata di decimali, come nella serata cover, ma siamo certi che abbia conquistato un più vasto pubblico e speriamo di ritrovarlo.
Il podio è completato da Brunori Sas che sicuramente ha elevato questo festival.
Sorpresa per l’esclusione di Giorgia dalla cinquina con il pubblico in forte protesta anche perché era una vincitrice praticamente annunciata fin dalla prima serata. Bellissimo il momento quando è risalita sul palco per ricevere un premio e ha cercato di far finta di nulla ma le è stato impossibile arrivando a un pianto liberatorio con il pubblico a urlare hai vinto, hai vinto, veramente lo urlavamo pure noi dal divano.
Anche quest’anno come capita da un decennio, diciamocelo, ci siamo divertiti e abbiamo passato una bella settimana e si spera che così sia il prossimo anno, speriamo che la Rai non perda la possibilità di organizzare il prossimo festival che finalmente dopo 75 anni si è trovata la quadra giusta.
Ben fatto Carlo!