
Settimana, come detto ieri, che ci si dedica al festival della musica italiana di Sanremo.
Si ritorna con Carlo Conti alla conduzione accompagnato per questa serata da Antonella Clerici e Gerry Scotti.
Come sempre scindiamo l’evento di ieri in due parti: lo show e le canzoni.
Lo show è stato godibile, Conti ha fatto il presentatore senza essere invasivo inutilmente, i pipponi eliminati, non proprio ma ben costruiti. Esempio, vuoi parlare della guerra in medio-oriente? Lo fai in musica, in maniera elegante e significativa, con Noa e Mira Awad che cantano Imagine in multilingua. Il momento con Jovanotti è stato travolgente, Tamberi inserito in quel momento e non creato ad hoc che sarebbe stato stucchevole. Addirittura il Papa con un video messaggio, che magari si poteva costruire meglio con una inquadratura migliore, un sonoro decente e una luce adatta, non è che stava leggendo un tizio qualunque, un momento storico a suo modo.
Tutto questo ha portato la musica al centro del festival, come non succedeva da anni. Le canzoni erano diventate, anche con i festival di Amadeus seppur in via minore, un riempitivo tra un ospitata e l’altra.
29 canzoni finite in un orario decente, nel rispetto degli artisti e del pubblico che dovrà giudicare, che va bene il fatto che si possono adesso ascoltare ovunque, ma non bisogna dimenticare che il pubblico giudica anche per quello che ascolta dal vivo e non è mai stato corretto presentare un cantante in gara, come negli anni scorsi pure dopo le 01:30!
Sui presentatori. Ripetiamo potrà non piacere questa nuova conduzione sanremese inaugurata da Carlo Conti, ma a noi è piaciuta, il conduttore non deve essere il protagonista, ma deve accompagnare il pubblico e creare un collegamento tra i vari momenti. Secondo noi è stato perfetto. Meno Gerry Scotti, non ci è piaciuto molto è sembrato impacciato, sicuramente emozionato, ma non ha portato forse quella verve che ci si aspettava. Antonella Clerici invece come sempre simpatica e davvero elegante e senza esagerare con i cambi d’abito che non stiamo a una sfilata di moda, un paio, pure belli e stop.
Per quanto riguarda le canzoni, abbiamo notato una certa ricercatezza nel testo, non siamo d’accordo con l’Accademia della Crusca che ha definito i testi banali, certo sono canzoni vanno pure giudicate nel contesto e se leggi un brano senza musica e interpretazione non tutte rendono. L’unico problema è che non sono facili a un primo ascolto.
Abbiamo notato come per alcuni “pezzi” la voce ha prevalso ma non tanto il testo in sé, oppure dove questo ha avuto effetto non lo è stata la interpretazione. Comunque ne parliamo adesso nella nostra pagella che sarà solo per oggi perché non ci piace giudicare stiamo parlando sempre di artisti che si mettono in gioco e in discussione quindi massimo rispetto, ma è un modo per parlare in maniera seppur sintetica delle canzoni.
Le Pagelle del Puntiglione
Gaia – Chiamo Io o Chiami tu 6,5: Vorrebbe essere il nuovo tormentone e chissà forse ci riesce, lei ha davvero una bella voce, la canzone non è che sia chissà cosa, ma infatti ci si concentra sul ritornello che se vuole essere tormentone deve funzionare quello.
Francesco Gabbani – Viva la vita 6: non che ci sia dispiaciuto ma ci aspettavamo una canzone in linea con le abitudini, un giocare con le parole, invece tutto molto istituzionale.
Rkomi – Il Ritmo delle cose 5: è un fatto assolutamente personale ma quelle “e” apertissime mi rendono sgradevole il suo canto, la canzone ha un perché e mi piacerebbe farmela piacere, ma non riesco proprio.
Noemi – Se t’innamori muori 6: sempre brava e sempre elegante, ma la canzone stavolta proprio non c’è.
Irama – Lentamente 5,5: sbiascica più del solito e non arriva per quanto mi riguarda, come sempre si intuisce la canzone ma non è che la si capisce, bisognerà trovare altre fonti per un ascolto “pulito” e vedere se davvero abbia almeno un buon testo.
Coma_Cose – Cuoricini 7: ma non l’avremmo mai detto!? Perché non è che mi fanno impazzire, ma la canzone è bella, un gusto un po’ retro che non è un male e poi simpatica, pure e loro molto molto bravi a parlare in maniera moderna e convincente di questioni di coppia.
Simone Cristicchi – Quando sarai piccola 5: testo meraviglioso, poetico, hanno la capacità quelle parole di toccare le corde dei sentimenti e tantissimi si saranno rivisti la propria esperienza personale. Però il problema è che parliamo di canzone, il Cristicchi poeta funziona, il Cristicchi cantante non pervenuto.
Marcella Bella – Pelle Diamante 5,5: Canzone da Female Power con una brava interprete, il problema è che con questo tipo di canzone va bene dire tosta, stronza, e via così, ma è una canzone, e mettiamocela una metafora qua e là.
Achille Lauro – Incoscienti giovani 7: non è il nostro preferito, ma bisogna ammettere che è stato molto bravo, con un vestito che manco il mio bisnonno a parlare di giovani è stato pure un tocco divertente e irriverente, però questa modalità da neomelodico romano continua a non piacermi troppo.
Giorgia – La cura per me 7: una canzone che avrebbe fatto flop cantata da chiunque, lei bravissima, è la parte finale della canzone è qualcosa di eccezionale, il problema è la parte iniziale e centrale che manca di brio.
Willie Peyote – Grazie ma no Grazie 7,5: beh una delle migliori interpretazioni con un bel testo impegnato.
Rose Villain – Fuorilegge 7: Ormai il Si na Pret è diventato il simbolo di questo Sanremo, lei effettivamente sensuale e bellissima oltre che elegante in quel vestito rosso che copre e lascia immaginare, ma non di meno c’è l’artista che ha una canzone, non proprio strabiliante, ma lei riesce con una bravura superba a rendere interessante un pezzo normale.
Olly– Balorda Nostalgia 5,5: eh forse ho bisogno di un altro ascolto per comprendere meglio, ma non è che mi abbia proprio esaltato o almeno catturato il mio interesse.
Elodie – Dimenticarsi alle 7 6: lei sempre bravissima, gran voce, ma la canzone è effettivamente dimenticabile è ben prima delle 7.
Shablo feat Joshua, Guè, Tormento – La mia parola 7.5: non è proprio il mio genere, ma la canzone ha un bello stile, un gran ritmo, orecchiabile subito, insomma una bella scoperta
Massimo Ranienri – Tra le mani un cuore 7: la miglior voce maschile del festival, canzone forse un po’ piatta
Tony Effe – Damme ‘na mano 4,5: forse sono un po’ cattivo, ma questa operazione scopiazzo un po’ de qua un po’ de là, prendo un po’ di Califano, un po’ di Fiorini , un po’ di Manfredi, ma nulla ci sta di originale, giusto una operazione piaciona, che a mio avviso e non c’è autotune che possa salvare.
Serena Brancale – Anema e Core 5,5: non male però sembra che voglia fare qualcosa di diverso dal solito, ma che non ci riuscisse pienamente e insomma mi sono sembrate due canzoni azzeccate che rischiano di non essere né carne né baccalà.
Brunori Sas – L’albero delle noci 10: tutto bello, canzone, musica, testo, lui con la chitarra, magari proprio a trovare il pelo nell’uovo, un vestito un pochino decente lo poteva trovare.
Modà – Non ti dimentico 6: non facile cantare con quell’infortunio, ci riesce bene, il problema è la canzone non proprio entusiasmante
Clara – Febbre 5,5: niente da dire lei brava, ma la canzone ha il sapore di quella dello scorso anno
Lucio Corsi – Volevo essere un duro 10: Bellissimo, straordinario, bel testo, musica eccezionale, per me ha vinto ieri e sarebbe un ottima scelta in chiave Eurovision.
Fedez – Battito 8: sorpresa, mi aspettavo niente di che se non la solita lacrimuccia e forse c’ha pensato a farla uscire, ma tutto sommato è uscito fuori un bel testo senza troppi giri di parole e anche bravo, il look con gli occhi un po’ strani ma funzionali comunque alla canzone, però alle prossime serate si possono pure evitare
Bresh – La tana del granchio 5.5: forse dovrei riascoltarla per apprezzare ma a primo ascolto non mi ha detto niente, mi ha fatto solo pensare ai frutti di mare mangiati a cena
Sarah Toscano – Amarcord 7: 18 anni, e grande presenza scenica, anche brava con una canzone buona che riesce a valorizzare
Joan Thiele – Eco 7,5: non male davvero, una buona esibizione, bello il passaggio con la chitarra, è sembra una di quelle canzoni che più le ascolti e più ti piace, vediamo.
Rocco Hunt – Mille volte ancora 7: cioè più rap questa che non quella mezza solfa di quando ha vinto, il rap per me deve essere non solo uno stile di canto, ma deve portare anche la propria visione critica della società, sono accennati questi temi più che approfonditi, ma siamo a Sanremo va già bene così.
Francesca Michielin – Fuga dal paradiso 5.5: pure lei acciaccata e con un problema tecnico subito all’inizio, però che sia brava non ci sono dubbi, forse la canzone anche in questo caso piatta con poche variazioni
The Kolors – Tu con chi fai l’amore 8: ne hanno azzeccata un’altra. Certo non siamo ai livelli dello scorso anno, ma insomma questa è una canzone godibile e loro bravissimi.
Ce l’abbiamo fatta a scrivere di tutti e 29 e domani per la seconda serata