
Questo blog come da tradizione oramai si ferma nel parlare delle miserie politiche della Valle di Suessola per concentrarsi su quelle musicali del Festival di Sanremo arrivato alla edizione 73!
Ci piace la musica, non sappiamo distinguere un Do da un Sol, non abbiamo idea minima di cosa sia un diesis ma ci piace l’emozione che ascoltare una canzone ci provoca.
Tra le altre cose noi si segue, nei limiti del possibile, tutti i festival della musica europei possibili. Proprio la settimana scorsa abbiamo visto la finale del Melodi Grand Prix, festival della musica norvegese che dura un mese!
In quel festival sono previste 3 semifinali con eliminazione e una finalissima. A vincere la bravissima Alessandra Mele con Queen of the Kings. La Mele è nata in Italia da padre italiano e madre norvegese e la vedremo, per chi vuole, all’Eurovision di quest’anno che si terrà a Liverpool.
Ritornando al nostro Festival siamo curiosissimi di conoscere alcuni giovani artisti a noi completamente sconosciuti anche in quanto rapper e vie di mezzo che non sono proprio generi che seguiamo.
Ma sarà interessante scoprire se Anna Oxa la smette di prendersi sul serio, portando un brano cui c’è la mano di Bianconi dei Baustelle. Se Grigani si presenterà sobrio sul palco. Ariete che è “sponsorizzato” dal Re Mida della musica romana Dardust. Gli Articolo 31 hanno un brano scritto tra gli altri da Silvestri. Poi insomma interessanti saranno i figli d’arte Leo Gasmman e LDA. Saremo curiosi di vedere se Ultimo vincerà stavolta o si metterà di nuovo a piangere. Speriamo anche di vedere qualcosa di interessante in Levante e Madame, così come ci si aspetta una conferma da Elodie. Ci incuriosiscono anche I Cugini di Campagna e vorremo capire se sono andati a Sanremo per sfottere i Maneskin o portare una canzone che li sganci dall’essere diventati parodia di se stessi. Colapesce e DiMartino riusciranno a confezionare il nuovo tormentone estivo?
Amadeus in questi anni dal punto di vista musicale non ha mai sbagliato. Speriamo solo in un festival dal punto di vista televisivo sciolto con tempi non biblici e i tempi inutili ridotti al lumicino, anche se abbiamo dei dubbi come l’intervista al presidente ucraino Zielinski ci pare un qualcosa che non ha senso in un contenitore musicale.
Speriamo solo che non ci siano i soliti pipponi che ci dicano come e cosa dobbiamo pensare politicamente corretto quest’anno che non se ne può.
Detto questo un buon Sanremo a tutti.