
Quando si parla di Sanremo devo parlare in prima persona qundi smetto delle vesti arroganti per vestire quelle pù arroganti ancora.
Come sempre il Festival di Sanremo va giudicata in due ambiti: la trasmissione televisiva e il vero e proprio festival della canzone italiana.
Soffermandoci sul primo punto diciamo che tutto è andato liscio fino a un certo momento. Amadeus non sembra aver smesso i panni del conduttore dall’edizione ed in ottima continuità sempre padrone della scena. Morandi simpaticissimo e soprattuto autoironico e brava anche a Ferragni sebbene all’inizio un bel po’ emozionata ma poi sempre più sciolta.
Si comincia, si potrbbe dire con il botto, con la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella.
Benigni ci parla della Costituzione che ha raggiunto i suoi 75 anni d’età.
Emozionante il tributo ai Pooh che ha fatto cantare tutto l‘Ariston e forse pure qualcuno da casa.
Rimmarrà purtroppo nella storia dell cose brutte dle festival la performance di Blanco, che avendo un problema tecnico, invece di fermarsi ha provato a richiamare l’attenzione ma il problema non si risolveva e da lì ha cominciato a sfasciare la coreografia prendendo a calci le rose sul palco, che poi insomma proprio farlo a Sanremo, città dei fiori, è già questo imperdonabile.
Era dal 2001 dai tempi dei Placebo che non si spaccava qualcosa sul palco di Sanremo
Amadeus ci prova a salvare il salvabile chiedendo a Blanco, ma o meglio suggerendo a Blanco una risposta, e cioè se era parte della performance il distruggere i fiori e candidamente Blanco ha detto no anzi peggiorando la cosa con un ma io mi so divertito lo stesso!
Non è stato comunque bello vedere gli addetti prendere mazze e ramazze e pulire ciò che un cantante, che è sembrato a tutti un po’ viziato, ha combinato. Però Morandi con la scopa pure è stato divertente.
Il pubblico alla proposta di Amadeus di riprovare a cantare in un secondo momento si è ribellato sciorinando un lungo noooooooooooo.
Eppure non è stato il momento peggiore.
La lettera della Ferragni a se stessa è stato davvero in un momento di autocelebrazione evitabile anche perché arrivato in un orario dalle 23 alle 24 in cui si è esibito un solo cantante in gare. Inaccettabile.
Elegante nel primo e terzo vestito ma il secondo, sebbene sia un disegno del suo corpo, rasenta il trash e non mi ha convinto la spiegazione del non bisogna vergognarsi del proprio corpo, che va benissimo, ma non si capisce per cui bisogna mostrarlo a tutta forza. Il corpo è anche un qualcosa di intimo e sta cosa a me è sembrata fuori luogo.
Sia chiaro io ammiro la Ferragn per tanti motivi e non è questa la sede per parlarne, ma insomma per la prima volta ho rimpianto la mancanza deil classico pippone.
Sulle canzioni inveve non mi sono parse queste prime 14 entusiasmanti, non c’è stata la canzone che ti ha fatto dire wowo questa meriterebbe. Buone performance, alternate a delle cose ignobili.
Si spera nella seconda serata.
Intanto però non sono mancate le sorprese. Doveva essere un duello Mengoni – Ultimo, ma mentre Mengoni conferma e si prende il primo posto, Ultimo non va oltre il quarto.
Le pagelle del Pungiglione
- Anna Oxa 3: terribile esibizione, non si capisce proprio una parola una, non è nemmeno chiaro se stia cantando in italiano o in dialetto zuavo. La canzone dal testo e dalla musica avrebbe cose da dire. Peccato.
- Gianmaria 4: stonato, appena vestito una canzone davvero dimenticabile, più che una canzone una musichetta, manco buona per l’ascensore.
- Mr Rain 5: non che meriti questo voto, per me sarebbeun bel 4, con la ruffianata dei bimbi, ma a molti è piaciuto tanto e forse a me non è arrivato e quindi attendo il secondo ascolto per meglio giudicarlo.
- Marco Mengoni 8: artista tutto tondo, outfit fetish da rivedere, ma fa il cantante di mestiere e si vede, la canzone è un classico del volemose bene, ma lui la interpretra alla grande.
- Ariete 2: milioni che l’ascoltano su spotfy e a sanremo si presenta con una vocina indecisa e fioca se non roca, il testo pare avere delle potenzialità così come la musica, ma l’sibizione non c’è stata
- Ultimo 4: molto atteso e si presenta con una canzone con un buon testo e musica, ma l’esibizione non si discosta dal venditore di limoni, anche meno insomma e forse ne potrebbe uscire una buona cosa.
- ComaCose 7.5: bella canzone, belli loro, una prova convincente, e se acquistano sicurezza potrebbero davvero essere la sorpresa dle festival.
- Elodie 8: vestito da rivedere ma lei assolutamente madrina della scena con una canzone un po’ mbeh ma che riesce ad elevare grazie ad una voce ed esibizione da diva.
- Leo Gssmann 7.5: bravo, poco da dire, si presenta bene sembra il fidanzato che tutte le mamme vorrebbero per le figlie la canzone è pure bella e si esibisce con un piglio da veterano.
- I Cugini di Campagna 7: li attendevo sperando non fossero ancora la parodoia di se stessi e non fossero andati a sanremo per sfotter i maneskin e basta, e non mi hanno deluso, bravi, con una canzone ottima sebben forse un po’ ripetitiva, ma mi hanno sorpreso in positivo.
- Gianluca Grignia 6: altro atteso e non delude con una canzone dedicata al padre davvero struggente e lui canta anche con emozione, però forse troppa tanto che delle frasi sembrano più mozzicatre che cantante
- Olly 6,5: giacchino rosa sopra maglietta della salute che merita rispetto, la canzone è piacevole, niente che rimanga nella storia ma almeno si fa ascoltare
- Collazio 6.5: momento simpatia, bravi, na cosetta semplice semplice però allegra e ci vuole
- Mara Sattei 7: canzone scritta da Damiano dei maneskin ed è interessante con una bella esibizione che presa confidenza con il palco potrebbe migliorare molto.