
30 cantanti in gara, si parlava di ospiti, di incursioni di Fiorello che facevano tremare per l’ora, prevista fine ore 2:18! Ancora, Mengoni da co-conduttore che certamente avrebbe cantato e quindi temevamo slittasse anche in questo caso l’orario. No! Tutto è stato godibile.
Amadeus ancora una volta è stato bravissimo, nel reinventare il festival. Dopo tanti successi poteva fermarsi e fare qualcosa che aveva funzionato benissimo negli anni scorsi e invece eccolo, bisogna ammetterlo, da gran professionista, crea qualcosa di diverso che funziona.
Lo abbiamo detto tante volte, bisognava eliminare i monologhi, da noi chiamati Pipponi, e infatti questo ha reso tutto godibile. I pipponi si pigliavano dai 15 ai 30 minuti, di noia e inutilità, la loro assenza ha permesso invece non solo di inserire canzoni, ma anche più gag e momenti importanti, più spesso e più corti.
Forse le gag potevano essere scritte meglio. I momenti importanti, molto bello e doveroso il ricordo di un grande come Toto Cutugno. Ma il momento più alto e struggente del Festival è certamente il discorso della mamma del giovane maestro Cutolo ucciso per futili motivi. Un discorso di una dignità, una forza, che davvero ha commosso.
Mengoni da co-conduttore ha funzionato, forse un po’ troppo clown, ma comunque è sembrato a suo agio in questo ruolo, fantastiche le canzoni e bello l’omaggio ad Anna Marchesini.
Questa la parte dello show televisivo.
Il lato gara dobbiamo dire che abbiamo trovato le canzoni assolutamente godibili tutte, ovviamente al netto dei gusti, ma un festival che si fa ascoltare piacevolmente. Livello canzoni davvero alto.
Le Pagelle di Sanremo 2024 del Pungiglione
Clara 7: prima a cantare, prima partecipazione, avrebbe potuto steccare se non fosse per l’emozione e invece è stata bravissima e sorprendente.
Sangiovanni 4,5: è sembrato carente e poco convinto, emozione? Vedremo alla prossima.
Mannoia 6,5: abbiamo un’antipatia viscerale verso di lei, ma abbiamo trovato la canzone godibile forse non proprio nelle sue corde, sempre una gran professionista.
La Sad 6: non basta avere i capelli a punta per definirsi punk! Il testo della canzone merita certamente, per le voci e l’intonazione aspettiamo
Irama 4,5: la grignanizzazione è in atto a quanto pare, sembra voler essere una interpretazione struggente e passionale, ma si rivela un bofonchiare incapibile, sembra stia cantando mentre sta mangiando un pezzo di pane duro.
Ghali 6,5: da un rapper ci si aspetta un rap, che non c’è stato, ma la canzone c’è e lui è anche bravo, forse l’esibizione con gli “alieni” poteva essere sfruttata meglio
Negramaro 4: deludenti, i gridolini non funzionano, la canzone è stagnante, ci aspettavamo tantissimo
Annalisa 8: siamo a febbraio, ma ascoltando la canzone sembra di essere ad agosto in ferie in riva al mare, qualche somiglianza con Kyle Minogue, ma chissene.
Mahmood 7: vincitore di due Festival ma è sembrato emozionato e forse la canzone ne ha risentito, merita e come sempre è uno che non sbaglia e la canzone funziona
Diodato 7: atteso dopo il successo clamoroso di Fai Rumore, certo non siamo a quei livelli, ma merita
Loredana Bertè 8: sapevamo che avrebbe osato, e infatti eccola con una canzone bellissima, primo posto strameritato, forse non vincerà la classifica finale del festival, ma si è presa una bella soddisfazione
Geolier 6: si è parlato tantissimo di questo ragazzo, come addirittura tra i papabili vincitori nonostante l’ostacolo della lingua, non abbiamo trovato nulla di eccezionale
Alessandra Amoroso 7: forse uno dei pochi pezzi sanremesi, ben cantato sicuro, ma forse manca quel quid per renderlo un pezzo vincente
The Kolors 7: bel ritmo, godibile, forse il punto debole è il ritornello che non “spacca” anzi è alquanto banale. Comunque piace
Angelina Mango 8: vincitrice annunciata? Forse, ma non così scontato, se la dovrà giocare, la canzone c’è e i margini di miglioramento pure
Il Volo 5: finalmente la smettono di scimmiottare i tre tenori e decidono di cantare qualcosa nelle loro corde che però tutto è tranne che Capolavoro
Big Mama 7: pezzo godibile, ottimamente eseguito, forse un po’ troppo emozionata, ma siamo certi che a un secondo ascolto può andare ancora più forte
Ricchi e Poveri 7: rivedibile la storia del fioccone rosso, ma la canzone c’è e loro sono bravissimi come sempre, non vedere Gatti sul palco è un dolore
Emma 6,5: un buon pezzo, si ascolta bene, lei è molto più brava di quello che ci aspettavamo
Renga/Nek 5: senza infamia e senza lode, ci aspettavamo molto di meglio
Mr Rain 6,5: insomma un cantante mai banale che porta al festival con dignità canzoni che parlano di disagio e dolore
Bnkr 44 3: Ma la mamma lo sa che state combinando, a letto senza cena!
Gazzelle 6,5: anche in questo caso siamo alla classica canzone sanremese, ben cantata, un bel pezzo con un testo d’amore, ma non banale
Dargen D’Amico 8: vestito con orsacchiotti, sembra lo scemo del villaggio e invece è come quel pazzo che sembra tale e invece ha perle di saggezze da donare, quando la musica dance può inviare messaggi impegnativi
Rose Villain 5,5: non ci ha convinto è sembrata una brutta copie di Elettra Lamborghini, un secondo ascolto è necessario
Santi Francesi 4,5: forse eravamo stanchi, ma non ci hanno convinto
Fred De Palma 4: ci aspettavamo tutt’altro genere, invece porta a Sanremo la svolta intimista ma non ci pare funzioni
Maninni 5: eh insomma, è giovine il ragazzo si farà certamente, non quest’anno
Alfa 7: non lo conoscevamo ma quello che abbiamo ascoltato ci è piaciuto
Il Tre 6,5: poverino chiude per ultimo ma la prova è buona, ci aspettiamo ancor meglio alla prossima.
A stasera per la seconda serata.
SANREMO SI AMA!