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Questo è il post apparso qualche ora fa sulla pagina di Forza Cervino.

Ora potrebbe sembrare che l’articolo precedente noi abbiamo espresso una semplice opinione. Non è così.

Ci siamo letti tutte e venti le pagine del parere del Consiglio di Stato proprio in merito alle perplessità sorte in merito alla legge sulla parità di genere. In particolar modo si chiedeva al Consiglio di Stato se gli atti posti in essere da una giunta che non rispetti la parità di genere fossero validi oppure no.

Ebbene il Consiglio di Stato così risponde:

… si riferisce al caso in cui l’atto deliberativo sia stato adottato, mentre è pendente ricorso giurisdizionale avverso l’irregolare composizione dell’organo.

Come ricordato dalla stessa Amministrazione richiedente, la questione è stata risolta dalla giurisprudenza amministrativa, che si è espressa nel senso che l’organo in carica si presume validamente costituito sino al deposito della sentenza che ne accerta l’illegittima composizione … Fino a quel momento la Giunta o il Consiglio dispongono dei pieni poteri e i relativi atti beneficiano del principio della continuità degli organi amministrativi. Tale orientamento è condiviso dalla Sezione.

Quindi il Consiglio di Stato è molto chiaro. Se vi è un ricorso al Tar che contesti la legittimità degli atti di una giunta che non rispetta la legge sulla parità, questo non fa venire meno i poteri della giunta. Quindi tutti gli atti sono validi fino a che il Tar non si pronunci sulla legittimazione della giunta stessa. Solo dopo che il Tar si sia pronunciato in merito e abbia contestato la legittimità della giunta solo da allora gli atti da questa emanati dopo il deposito della sentenza -ripetiamo-solo da quel momento possono impugnarsi e invalidarsi.

In ultima analisi:

giunta senza parità di genere=emana delibera=ricorso al Tar sulla composizione giunta= atto valido.

giunta senza parità di genere=emana delibera=sentenza del Tar sulla composizione giunta= atto non valido.

Il Consiglio di Stato poi si pone il problema della validità degli atti quando non vi è una impugnativa al Tar sulla composizione della giunta in violazione di parità.

Anche in questo caso è palese la risposta del Consiglio:

Anche in questa situazione non ci sono riflessi diretti sulla validità dell’atto. L’atto, se non impugnato nei termini, è divenuto inoppugnabile, esso ha acquistato stabilità.

Ci pare lapalissiano.

Impugnare l’atto del passaggio dall’Ambito al Consorzio come vuole fare Forza Cervino per come la vediamo noi non porterà ad altro se non al rigetto. Cosa diversa invece se Forza Cervino dapprima ponga al Tar la questione della valida formazione della Giunta e ottenga una sentenza, che secondo noi potrà solo essere favorevole, dopo di che potrebbe impugnare tutti gli atti che da quel momento in poi la giunta malamente composta deliberi.


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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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