
l rendiconto finale dell’Organismo Straordinario di Liquidazione del Comune di San Felice a Cancello chiude formalmente una procedura avviata con la dichiarazione di dissesto del dicembre 2016. Dopo quasi nove anni, il dato ufficiale parla di un saldo positivo.
Ma è entrando nei numeri che si capisce davvero cosa è stato risolto – e cosa no.
Una premessa: sicuramente il documento è tecnico e ci siamo accostati alla lettura con tutto i nostri limiti, ma il documento è veramente scritto con i pîedi.
La massa passiva: da 29 a oltre 33 milioni di euro
La prima fotografia riguarda la massa passiva.
Nel 2019 i debiti ammessi ammontavano a 29.495.803,28 euro, sulla base di 466 istanze.
Successivamente, tra nuove domande e debiti fuori bilancio sopravvenuti, la massa è salita a 33.166.646,02 euro, con 549 istanze.
Un incremento di 3,67 milioni di euro, che dimostra come il perimetro del dissesto fosse significativamente più ampio di quanto inizialmente stimato.
L’OSL ha proceduto alla liquidazione di una parte dei creditori (non tutti), riducendo la massa passiva a 14.056.813,66 euro.
La massa attiva: 26,2 milioni teorici, ma riscossioni minime
Uno dei nodi centrali del dissesto, come emerge chiaramente dal rendiconto, è la scarsa capacità di riscossione dell’Ente.
Al 31 dicembre 2016 i residui attivi indicati ammontavano a 24.983.985,08 euro.
Al 14 giugno 2017 risultavano riscossi appena 1.579.000,75 euro, pari a circa il 6%.
La massa attiva complessiva viene quindi quantificata dall’OSL in 26.244.024,72 euro.
Sottratte le spese di gestione dell’OSL (386.671,58 euro), la massa attiva disponibile scende a 25.857.353,14 euro.
Il confronto con la massa passiva liquidata porta a una differenza positiva di 11.804.636,48 euro, valore che viene certificato come risultato finale del rendiconto.
Questo, però, è il risultato contabile, quello che potremmo definire il quaderno della “buona massaia”: entrate previste, uscite stimate, equilibri teorici.
Ora parliamo di soldi veri
Se invece guardiamo alla cassa, cioè ai soldi realmente incassati e pagati, il quadro cambia.
Entrate:
- Residui attivi effettivamente incassati: 5.046.805,13 €
- Ulteriori residui attivi accertati (non incassati): 2.124.393,21 €
- Mutui e contributi: 5.801.360,54 €
Totale entrate indicate: 12.972.558,88 €
Uscite:
- Debiti transatti e pagati: 10.149.267,46 €
- Oneri di liquidazione OSL: 516.067,75 €
Totale uscite: 10.665.335,21 €
La differenza porta a un saldo finale di cassa dichiarato di 2.307.223,67 €.
Il punto critico: cassa o competenza?
Con il massimo rispetto per l’OSL – e consapevoli dei limiti di chi legge questi numeri da fuori – colpisce l’inclusione, nel calcolo della cassa, di 2.124.393,21 euro di residui attivi accertati ma non incassati.
Dal punto di vista contabile, si tratta di crediti, quindi di competenza, non di liquidità immediatamente disponibile.
Se tali importi vengono esclusi dal calcolo della cassa, il saldo positivo reale si riduce a 182.830,46 euro.
Detto questo, proseguiamo l’analisi assumendo come valido il dato ufficiale dell’OSL.
Vincoli, accantonamenti e disponibilità reale
Del saldo di cassa dichiarato (2.307.223,67 €):
- 8.454,42 € sono vincolati a favore del personale dipendente;
- una quota rilevante dei residui attivi (13.271.465,84 €) viene restituita alla gestione ordinaria del Comune, che dovrà occuparsi della loro (incerta) riscossione.
L’OSL evidenzia inoltre la questione IAP Srl, con due crediti rilevantissimi:
- 5.665.265,00 €
- 11.791.000,00 €
Infine, a fronte di debiti non ancora liquidati per 3.903.449,20 €, l’OSL ha accantonato il 50%, pari a 1.951.724,60 €, importo già ricompreso nel saldo di cassa.
Ne consegue che il saldo effettivamente disponibile, una volta sottratti gli accantonamenti vincolati, è pari a 355.499,07 €.
Conclusione
Il rendiconto chiude formalmente il dissesto con un saldo positivo.
Ma la liquidità reale, quella che dice quanti soldi ci sono davvero “in saccoccia”, è estremamente limitata.
Il dissesto si chiude sulla carta.
I problemi strutturali, a partire dalla capacità di riscossione, restano tutti sul tavolo.