
Esonerato il secondo allenatore, incredibile solo qualche mese fa a pensarci, la squadra campione d’Italia deve ricorrere al terzo allenatore. Una società allo sbando totale. Sarà l’invidia verso Napoli? Oramai è tutto così il ragionamento su qualsiasi cosa.
No, in realtà i problemi vengono da lontano con il Presidentissimo convinto che pure una sedia sdraio dopo Spalletti avrebbe funzionato uguale, già non riuscire a mantenere il tecnico campione la dice lunga.
Garcia è stato disastroso come una campagna acquisti non ben congeniata, Cajuste rimane un mistero, mentre Lindstrom ha giocato tutto il periodo Garcia fuori posizione e poi finalmente con Mazzarri, ma dopo tante prove, ha trovato una sua collocazione, lui come altri, vedi Mazzocchi.
Mazzarri non arriva a 100 giorni e non riesce a ritornare in Champions a pochissimi giorni dal debutto contro un certo Barcellona.
Non tutte colpe sue, anche la società ci mette molto del suo non è chiara non teniamo Demme, sì teniamo Demme, ci liberiamo di Demme. Zielinski non gioca più, può giocare, non gioca più ma sta in rosa.
Mettiamoci l’atteggiamento tattico di sempre del tecnico con una propensione di appecoronamento contro le squadre forti, vedi Inter in Supercoppa o Milan in campionato, non avere una idea precisa di come attaccare, Simeone sacrificato per Raspadori punta centrale, ed ecco la crisi di gol fatti, mentre per i subiti non c’è problema che stiamo messi benissimo.
Che tatticamente Mazzarri avesse dei limiti lo sapevamo, ma speravamo invece che non avesse perduto il piglio del motivatore, cosa che invece ci pare pure sia stata assente.
Una sola partita degna di ricordare in questo periodo di minestra riscaldata, la semifinale contro la Fiorentina in Supercoppa dove si è visto il vero Ciuccio dei tempi migliori.
Non sappiamo quanto il tecnico Calzona, anche lui a tempo, possa risolvere, e poverino ha anche il Barcellona come battesimo del fuoco.
Ringraziamo Mazzarri per il lavoro svolto e auguriamo al tecnico Calzona migliore sorte.