
Settimana che dedico, come ogni anno, all’Eurovision Song Contest sia su questo blog che su GiornaleNews.it. Per tale ragione — complice anche il fatto che il SSC Napoli sia fuori da ogni competizione e una campagna elettorale, quella di Santa Maria a Vico, che mi entusiasma quanto una colica renale — questa settimana parlerò solo e soltanto del festival musicale più seguito al mondo.
Comincio da adesso con le mie 10 canzoni preferite. O meglio: le canzoni a cui darei punti se fossi in giuria.
Ovviamente non assegno voti all’Italia nel rispetto della regola del non votare il proprio Paese. Ma, comunque, Per Sempre Sì di Sal Da Vinci non sarebbe stata nella mia top 10.
Quindi 1 punto alla Serbia con Lavinia – Kraj Mene.
Una canzone metal che parla in maniera struggente di un amore non corrisposto. L’urlo finale è un dolore quasi fisico che viene trasmesso, e chi ha sofferto in amore e per amore non può non riconoscersi.
2 Punti alla Romania Alexandra Capitanescu – Choke me.
Un testo che non mi entusiasma molto, anzi tutt’altro. Però la forza, il carisma e la voce superba di Alexandra rendono questa canzone notevole e, pure se lontana dal mio sentire, non posso non apprezzarla.
3 punti al Montenegro Tamara Zivcovic – Nova Zora.
Female power assolutamente eccellente, con la Zivcovic che ha talento e bravura. Sebbene, dalle prove dell’Eurovision Song Contest, lo staging non mi abbia impressionato — anzi, mi preoccupa per la qualificazione — spero riesca a passare in finale, perché il brano merita molto.
4 punti all’Armenia Simon – Paloma Rumba.
Brano sicuramente divertente e dance, ma anche con un substrato sociale che apprezzo molto e capace di creare connessione. Perché, diciamolo, a chi non è mai capitato di essere trattato con sufficienza sul posto di lavoro e mandare tutti, almeno mentalmente, a… Paloma Rumba?
5 punti alla Repubblica Ceca con Daniel Zizka – Crossroads:
Anche in questo caso è una canzone in cui mi rivedo. Il brano, splendidamente interpretato da Zizka, parla degli incroci della vita, delle miriadi di strade che si possono prendere restando però bloccati perché non si sa quale sia quella giusta. E questo discorso non vale solo per il singolo individuo, ma forse per l’intera umanità.
6 punti all’Australia Delta Goodrem – Eclipse:
Non parliamo di un testo memorabile, anzi: siamo nel pieno del generic pop. Però almeno è fatto bene, e il magnetismo della Goodrem riempie di contesto la canzone elevandola parecchio.
7 Punti alla Svezia Felicia – My System:
Canzone che, a ben vedere, ha un testo semplice. Ma quello che colpisce davvero è lo show che Felicia riesce a creare in tre minuti. Non è solo una canzone da ascoltare: è una canzone da vedere e da vivere con tutti i sensi. E sì, può davvero sconvolgere il tuo sistema.
8 punti alla Danimarca Søren Torpegaard Lund – Før Vi Går Hjem:
Nome del cantante e titolo impronunciabili, ma canzone che riesce comunque a trasmettere un’emotività intensa anche in lingua danese. Lund è tecnicamente sublime: danza e mantiene un controllo vocale senza tentennamenti. Insomma, sul palco sa perfettamente quello che fa, e potrebbe bastare anche per vincere.
10 punti alla Finlandia Linda Lampenius e Pete Parkonnen – Liekinheitin
E qui forse stiamo parlando dei vincitori di questa edizione. Brano potente e passionale, con un duetto molto particolare dato dalla voce di Parkonnen e dal violino della Lampenius, che verrà suonato dal vivo.
I miei 12 punti vanno a … Lelek – Andromeda per la Croazia:
Canzone, a mio avviso, stupenda. Ha un carattere epico e racconta un evento storico doloroso per la storia dei Balcani, ma allo stesso tempo parla all’oggi con il suo tono fortemente antimilitarista. Le voci delle Lelek sono straordinarie e lo staging, per quello che si è visto, promette un’esibizione enorme. E sinceramente lo spero per loro.
Si è capito che non vedo l’ora inizi?