Con Marzo alle porte, nella nostra quotidianità ci accingevamo a rivedere i colori primaverili scomparsi nel lungo letargo invernale. Il buon Morandi, a Sanremo, aveva suggerito di “aprire tutte le porte e di far entrare il sole” ma con un salto temporale, a ritroso, di quasi 50 anni, un’altra canzone del Gianni Nazionale rischia di farci da colonna sonora e come i nostri padri ci ritroveremo a cantare “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” perché dopo 2 anni balordi, nonostante tutti gli sforzi, il vaccino contro la guerra non l’abbiamo ancora trovato.

Trovo molto difficile scrivere delle righe ironiche, divertenti dopo un fine settimana molto cupo per via delle immagini che arrivavano dall’ Ucraina, tutto lo sport si è movimentato contro una guerra atroce in cui come sempre le vittime maggiori sono i poveri civili innocenti.

Su questa pagina oggi non troverete le solite pallonate, ma in questo momento, c’è dell’altro, più importante, di un pallone che rotola, ritorneremo con altro umore la settimana prossima, ci prendiamo una pausa, che è soprattutto, un momento di silenzio e di rispetto verso le tante che vittime innocenti cadute in questi giorni.

Concludo con una citazione di Papa Giovanni XXIII del 1962, quando il suo gridò di pace in un mondo ad un passo dal baratro fermò una guerra, USA – Unione Sovietica, dalle prospettive drammatiche:

“Con la mano sulla coscienza, coloro che hanno responsabilità di potere, ascoltino il grido angoscioso che, da tutti i punti della terra, dai bambini innocenti agli anziani, dalle persone alle comunità, sale verso il cielo: pace! pace!”. (San Giovanni XXIII)

Luigi Ferrara