
Visto che tutti parlano di storia che addirittura vengono posti punti all’ordine del giorno di consigli comunali, vogliamo farlo pure noi. Tanto chi ce lo vieta?
Ovviamente non siamo né storici né archeologi quindi prenderemo in prestito lo studio e le parole di chi lo è stato ovvero: tal Nicola Corcia (1802-1892) socio della Regale Accademia Ercolanese di Archeologia, autore di tanti saggi ma citiamo solo quello cui abbiamo attinto a piene mani ovvero: Storia delle Due Sicilie dall’antichità più remota al 1789 in quattro volumi pubblicati a Napoli fra il 1843 e il 1852.
Ebbene questo storico e archeologo si pone una domanda che un po’ se la pongono tutti gli storici: Ma dove si trovano le Forche Caudine?
Diciamo che le forcha caudine sono un luogo che come il nome lascia presagire si trovano in territorio caudino ma il problema non si sa esattamente dove, Livio che parla di questo avvenimento storico da una precisa descrizione dei luoghi, ma il problema è che gli stessi nel corso dei secoli sono mutati.
Una premessa: impropriamente viene chiamato l’evento storico come battaglia delle forche caudine in realtà non si ebbe una vera e propria battaglia. Non la facciamo lunga ma tra i Romani e i Sanniti vi era una specie di guerra fredda e i romani per andare nell’odierno Abruzzo a dare aiuto a degli alleati in difficoltà partirono da Calatia e ci volevano arrivare senza infastidire i sanniti per la via più breve. I sanniti invece sapendo delle intenzioni dei romani mandano in avanscoperta dei soldati travestiti da pastori dando ai romani erronee informazioni sulla posizione del proprio esercito in quel momento. I comandanti quindi presero per buone le informazioni ed entrarono nell’angusta valle convinti di non trovare ostacoli e di non essere soggetti a imboscate. Infatti imboscate non vi furono ma non poterono avanzare di molto perché i soldati sanniti bloccarono l’avanzata né poterono tornare indietro perché la ritirata fu anch’essa bloccata. Erano topi in trappola.
La cosa curiosa è che ci si trovava in una situazione atipica: i sanniti erano vincitori chiaramente, ma cosa farne di quei “prigionieri”? Gaio Ponzio, il generale chiamiamolo così dei sanniti, fece interrogare il padre Gaio Erennio Ponzio, uomo anziano parecchio ma con la mente ancora funzionante che disse di lasciarli andare via senza torcere loro un capello. Non piacque molto questa soluzione perché sembrò di tornare punto e a capo e perdere un vantaggio tattico. Fu fatto interrogare di nuovo e stavolta il vecchio Erennio disse di ucciderli tutti. Gaio Ponzio convinto che il padre si fosse scimunito lo fece portare all’accampamento per accertarsi delle sue condizioni di persona. In realtà non era scimunito, ma semplicemente nel primo caso i romani sarebbero stati grati ai sanniti e scesi a patti, nel secondo caso i romani ci avrebbero messo un po’ a ricostituire le legioni distrutte.
Per la serie se i consigli si pagassero … Gaio Ponzio fece di testa usa e utilizzò una via di mezzo e cioè l’umiliazione. Ecco che nasce il giogo delle forche caudine. Fatti passare nudi sotto un giogo, insultati e chissà che altro ancora, meglio non indagare, ma diciamo che l’umiliazione fu talmente tanta che questi soldati quando tornarono a casa si chiusero dentro e non si fecero vedere per molto tempo.
Quindi, tornando a bomba, dove si trovano ste forche caudine?
Secondo Nicola Corcia non vi sono dubbi e si trova nel circondario di Arienzo!
Sempre preso in considerazione in verità, ma sempre scartato in quanto le condizioni geologiche non erano le stesse descritte da Livio. Ma secondo Corcia che ricordiamo anche archeologo dice che Arienzo è mutato nei secoli. Secondo Corcia le alluvioni hanno fatto alzare il livello della valle rispetto ai monti e quindi sembra meno angusta di quanto doveva sembrare ai romani dell’epoca.
Da poi altre motivazioni, ma lasciamo il link a chi magari vuole leggersi l’opera e farsi una sua idea:
Ovviamente il nostro non è un lavoro scientifico abbiamo infatti preso un solo autore seppur autorevole, questo per la dovuta chiarezza.
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Grazie per questo interessante articolo. Segnalo due particolari, uno per l’autore, uno per tutti i lettori:
1) quando si accede al testo su Google Libri, si visualizza in alto a sinistra la stringa “valle di suessola problemi con la post”, retaggio di una ricerca immediatamente precedente… (sostituire il link e semmai correggere questo commento!);
2) se il livello del fondovalle è stato innalzato dalle eruzioni di epoca medievale/moderna, c’è qualche geometra/ingegnere locale che può confermare? Quando si scava il terreno per realizzare delle case e affondare i plinti, a che livello si trova il tufo? In particolare, ad Arienzo la profondità dovrebbe essere particolarmente elevata… ci sono riscontri?
Una volta appurato quanto segnalo con la seconda domanda, si potrebbe fare una ricostruzione empirica della morfologia storica dei luoghi e così verificare l’ipotesi dell’autore.
Ovviamente, conoscendo i nostri, se anche fosse confermato ce ne faremmo, ahinoi, ben poco.
grazie per il commento, appena mi sarà possibile cercherò di sistemare il “problema”. Per quanto riguarda la seconda domanda dei geologi sarebbero l’ideale nel rispondere, ma devo dire che non sono pochi gli storici che evidenziano Arienzo come “sede” delle forche caudine. Ma ovviamente senza una vera prova archeologica saremo sempre nel mito, un po’ come il passaggio di Annibale alle Alpi, per dove cavolo è passato con gli elefanti appresso poi? Mistero.