Quindi Assunta D’Addio rompe il sodalizio con Giuseppe Guida e si dichiara Indipendente.

Ci scuserà la consigliera che noi pensiamo vi siano stati dei problemi con il capogruppo di Arienzo bene comune in quanto non può dirsi allo stesso tempo che non ci sono problemi e poi però rimarcare una scarsa incisività dello stesso in consiglio comunale.

Il casus belli è da ritrovare, come la stessa D’Addio, ci fa sapere tramite comunicato, è il caso della indennità del sindaco.

Noi non abbiamo trattato la questione quando si è presentata in quanto, come è notorio per chi ci legge, per noi e come sembra anche per la neo consigliera indipendente, chi svolge un ruolo di amministratore sia esso sindaco o assessore deve essere remunerato. L’anomalia è il contrario.

Purtroppo viviamo un clima politico avvelenato dove pare che qualsiasi cosa faccia un politico sia sempre visto come disonestà e malaffare. Noi riteniamo che se un politico è scelto dai cittadini deve assolvere il suo compito e se lo fa male i cittadini hanno sempre la possibilità di mandarlo via democraticamente con le elezioni. Tutto il resto è alibi.

Però, visto che dobbiamo, riprendiamo le parole della D’Addio che si chiede:

  • Cosa è cambiato rispetto alla precedente amministrazione e soprattutto in soli 10 mesi dall’insediamento tanto da ricredersi e prevedere lo stipendio per il sindaco e gli assessori?

Ora effettivamente il sindaco ha sempre rinunciato al suo emolumento così come gli assessori, ora le cose sono cambiate pare, certo poteva e può ancora essere spiegato meglio ai cittadini questo punto.

Notiamo però una debolezza nel ragionamento di Assunta D’Addio: prima asserisce che è in pratica giusto che gli amministratori non rinuncino all’obolo, poi però dice che “farò di tutto per convincere la maggioranza che Arienzo non può sopportare il costo della politica”. Ci pare questo un passaggio più di ripicca personale e poco di politica.

Ci saremmo aspettati invece non solo l’appoggio a questa decisione del sindaco, sebbene una richiesta di spiegazione è d’obbligo, ma anche una insistenza nella presenza di sindaco e assessori nei propri uffici.

Questo perché, sempre secondo il nostro umile pensiero, chi riceve dal popolo l’onore e l’onere di rappresentarlo deve farlo 24 ore su 24. Secondo noi, per esempio un imprenditore, professionista et similia deve rinunciare non allo stipendio da amministratore, ma bensì a quello di provenienza della sua azienda e del suo studio o della sua attività commerciale. Oggi invece per il clima politico avvelenato questo è un vanto. Ovviamente non venderla o chiuderla, ma facendola gestire a persone di fiducia mentre nel frattempo viene esaurito il mandato conferito.

Quindi ci pare che la montagna alla fine produca il classico topolino.

Intanto proprio mentre scriviamo è arrivata il comunicato di risposta di Giuseppe Guida che poi analizzeremo nelle prossime ore:

2Premesso che la decisione di uscire dal gruppo non mi è stata neanche comunicata dalla Consigliera d’Addio ma dall’Ing. Crisci, poco prima dell’uscita del comunicato stampa, persona  che politicamente, non ho più visto dalla fine della passata campagna elettorale e già questo potrebbe bastare  per chiudere qui il mio comunicato stampa, ma è giusto fare qualche precisazione:

Il sottoscritto da quando è Consigliere Comunale non ha mai fatto un’assenza  in Consiglio Comunale  ed ha sempre manifestato contrarietà nelle scelte dell’Amministrazione Comunale con dibattiti costruttivi in Consiglio, ma chiari rispetto alla nostra posizione di controllo degli Atti Amministrativi (e i verbali del Consiglio ne sono prova)

Il ruolo del “sottoscritto”  è, e rimarrà sempre quello al quale è stato  delegato dal popolo.

Nell’ultimo consiglio comunale, oggetto del malessere della D’ADDIO,  sapendo di arrivare in ritardo per motivi personali  (e correttamente avevo avvisato il Presidente del Consiglio che con la stessa correttezza ha provato a ritardare l’inizio del  consiglio per aspettare il sottoscritto), avevo delegato la consigliera D’addio a parlare in nome e per conto anche dello scrivente, quindi se l’opposizione ad un tema specifico è stata blanda la colpa non va data a terzi, ma a chi doveva farsi valere in Consiglio e se questo non è avvenuto non è colpa assolutamente del gruppo al quale si appartiene.  Ed infine al momento del mio arrivo sono riuscito a partecipare alla votazione votando CONTRO il Bilancio Comunale.

Ultima precisazione personale, il sottoscritto è fermo sulle sue posizioni ormai da anni, con due campagne elettorali  fatte contro questa Amministrazione, rispettando sempre il ruolo al quale sono stato delegato; se altri invece hanno sempre problemi a trovare coesione nei gruppi ai quali appartengono, visto anche il periodo Pasquale,  penso che debbano farsi un Mea Culpa senza scaricare in modo velato colpe ad altri e non a loro stessi.

Preciso che comunque Personalmente non ho alcun problema ne con la Consigliera D’addio né con il suo portavoce, ma è chiaro che politicamente non posso condividere assolutamente la scelta fatta, che sembra più proiettata verso scelte futuristiche che per fare una drastica opposizione. Il tempo ci farà capire.

Colgo l’occasione per porgere i più sentiti Auguri di una Buona e Santa Pasqua a tutti cittadini di Arienzo,  alle Forze dell’Ordine, alle Forze Politiche e Religiose della nostra amata Arienzo.”


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