Per quanto riguarda il prossimo governo di destra quasi certamente a guida Meloni, a prescindere dalle problematiche interne già abbastanza evidenti, ma se vogliamo pure normali, e a prescindere dal fatto che dal punto di vista ideologico è molto lontano dal nostro sentire politico, ci sono delle questioni che noi speriamo risolva.

Politica estera: ora su questo campo lo sappiamo che questo governo sarà molto critico nei confronti dell’Ue e della Nato e molto filorusso. Però noi speriamo che il nuovo governo volga gli occhi sì ad est ma non così lontano. Un pochino più vicino tipo la Turchia, che sta alimentando costantemente tensioni con la Grecia e ci contende sfere di influenza in quella zona di mediterraneo oltre che in Libia. Insomma, un’Italia che ritorni protagonista nel Mediterraneo e nel nord Africa.

Politica interna: una delle nostre preoccupazioni è che Meloni riproponga sostanzialmente i nomi di ministri che già hanno governato nei pessimi governi Berlusconi. Governi che ci hanno portato alla quasi bancarotta. Da questo punto di vista ci fa piacere che la stessa leader di FdI sembra voglia puntare su un governo parzialmente misto, politici e tecnici. Scelta che ci vede molto favorevoli.

Politica economica: noi speriamo davvero venga riformato il Reddito di Cittadinanza che crea solo delle forti ineguaglianze. Il sistema risente fortemente della fallace ideologia 5 stelle che andrebbe superato. Il Rdc ha un senso per chi è inabile al lavoro. Ha anche un senso per chi è abile al lavoro ma lo sta cercando in concomitanza con il fatto di frequentare corsi per imparare un mestiere o per guadagnare un qualche diploma. Bisogna tenr conto di un periodo congruo, anche un paio di anni rinnovabili. Ma non può essere assegnato per non far nulla o peggio per fare “lo schiavo” degli enti comunali.

Politica Costituzionale: argomento certamente delicato. La pandemia ha dimostrato che il sistema del Titolo V non funziona, non è adatto a prendere decisioni in periodo emergenziale. Quindi a un governo di destra e a una leader di FdI noi chiediamo una riforma centralista dello stato. Le regioni abbiano poteri fortemente ridotti e ben delineati. Una costituzione rinnovata che superi il bicameralismo perfetto. Inserisca nella Costituzione la legge elettorale, che sia definitiva e non cambi per favorire il proprio schieramento o danneggiare l’avversario. I Parlamentari rappresentino sì la Nazione ma siano espressione del territorio.

Politiche sociali: pensiamo che anche un governo di destra debba comprendere che il nostro Paese è oramai e a nostro avviso multietnico con l’assurdo di persone nate sul sacro suolo italico ma non italiane. Quale soluzione? Noi l’abbiamo, ma capiamo che un governo di destra voglia “garanzie” massime da “nuovi” italiani, ma di certo non può ignorare. Sulla questione Lgbt e vabbuò qua non possiamo chiedere ancora alla destra di capire queste situazioni di enorme disagio che vivono persone che vorrebbero solo vivere la propria vita con dignità.

Sono solo alcuni punti, ne abbiamo ovviamente tanti, ma se già il governo di destra si impegnasse su questi fronti avrebbe addirittura alla prossima un bel po’ di voti in più e un Paese più forte.