Giornata importante quella di ieri per l’elezione del Presidente della Repubblica. Sono sempre le schede bianche a prevalere, ma stavolta c’è una novità importante nell’uno e nell’altro schieramento e cioè: la ribellione.

Quella più evidente è di Fratelli d’Italia. La consegna era di votare scheda bianca ancora, ma i grandi elettori del partito fanno sentire la loro sofferenza a questo metodo di portare avanti le “innumerevoli consultazioni” di Salvini come diranno in un comunicato. Dunque i senatori in particolar modo di Fdi dapprima non si presentanno alla chiama e poi a sorpresa entrano e votano Crosetto. La cosa curiosa è che questo nome viene segnato sulla scheda molte più volte di quello che ci si aspetta e considerando che è un nome “trovato” all’ultimo momento è evidente che la “sofferenza” che dicevamo prima è molto più ampia e coinvolge la lega stessa. Se poi consideriamo i voti a Giorgetti e Bossi, che rappresentano l’antisalvinismo, la dice tutta sulla difficoltà di Salvini nel voler imporre un nome che sia dapprima condiviso a destra e poi accettato a sinistra.

Ma anche nello schieramento opposto si notano questi segnali di rottura con i rispettivi leader. Maddalena che dovrebbe essere votato da una trentina di elettori raddoppia i suoi voti e certamente qualche M5s ha dato un segnale a Conte. Ma anche i voti per Mattarella hanno rappresentato un segnale e cioè affidarsi a un presidente di cui già si conosce il valore e apprezzato, a nostro avviso, viene dagli elettori del Pd.

Che succederà oggi?

Non ci sarà una prova di forza della destra a quanto sembra anche se poteva essere una carta, puntare tutto su Casellati, ma troppo rischiosa se fosse fallita. Salvini pare abbia incontrato l’ex giudice della Corte Costituzionale, Cassese che ha 86 anni suonati!

Probabilmente anche oggi avremo indicazione di scheda bianca ma anche i voti per Mattarella dovrebbero aumentare e dipende cosa decide Fdi se continuare a “sfottere” Salvini o allinearsi, nel primo caso anche i voti per Crosetto dovrebbero aumentare.

Dobbiamo dire che non è mai facile votare una carica così importante come il Presidente della Repubblica, nella storia ci sono state votazione drammatiche come le 23 votazioni per arrivare a Leone o quella ancora più difficile di Scalfaro non tanto per il tempo, 16 votazioni, ma per il contesto sociale. Ci sono state anche elezioni velocissime alla prima votazione, ben tre!

Non si sta votando, con tutto il rispetto, il cusotde del condominio ma il garante dell’Unità Nazionale e dei valori costituzionali, giusto due bazzeccole!

Quello che purtroppo si nota e che porta un senso di frustrazione è l’assoluta amatorialità con cui i leader di partito stanno portando avanti questa transazione. In passato anche nelle difficoltà oggettive si aveva però la percezione che i leader del tempo sapessero cosa stavano facendo e cosa stava succedendo e l’impasse che si verficava era qualcosa di effettivamente insormontabile e portato dagli eventi. Oggi non si ha questa stessa intuizione, anzi si ha l’impressione che i leader creino questa situazione di stallo e un po’ come nelle sabbie mobili più i leader si muovono più affondano.

Una soluzione potrebbe essere l’elezione diretta del capo dello stato, ma con questo assetto costituzionale sarebbe addirittura controproducente.

Vedremo oggi, ma non dovrebbe essere poi così diverso da ieri.