Al momento un cui scriviamo si sta iniziando al settima votazione.

Ieri il centrodestra e Salvini in particolare hanno preso una batosta enorme e nonostante questo i leader dimezzato della lega continua a voler dare le carte. Da dire che anche il presidente del Senato Casellati avrebbe dovuto rendersi conto che non aveva i numeri nemmeno minimi.

La sesta chiama quindi è come se non si fosse svolta con la destra tesa a capire cosa fosse successo, chi avesse tradito, probabilmente da vedere nelle fila di Forza Italia e Lega, Fratelli d’Italia avrà certamente votato compatto.

Il risultato della scoppola e che Forza Italia sembra aver mollato Salvini per le trattative e allo stesso tempo questo porta Salvini a non dover per forza cercare un nome forzista e quindi ieri si sono succeduti i nomi di Belloni, Severino, Cartabia, Amato e Casini.

La sinistra lo sappiamo vuole Draghi. Potrebbe adesso metterlo chiaramente sul tavolo, ma non è semplice in quanto i 5stelle contiani non lo vogliono e quindi Letta non può giocarlo o lo brucia, deve attendere che finalmente da destra si arrivi a quel punto. Cosa davvero difficile visto che dopo questa figura non edificante sul quinto voto non ha portato a quel nome.

Ma quello che è successo ieri sera è indicativo del fatto che i leader di partito stanno perdendo il polso della situazione: i 336 voti a Mattarella.

E’ un dato enorme e aumenta di volta in volta. Si potrebbe addirittura arrivare all’assurdo di un presidente eletto per volontà dei parlamentari e non per volontà dei parlamentari ma su indicazione dei partiti.