Pubblichiamo il decreto del Tar della Campania che non solo sconfessa l’ultima ordinanza del governatorissimo del Kampianastan ma lo piglia pure un poco a pesci in faccia.

Interessante questo passaggio:

che neppure risulta che la regione Campania sia classificata tra le “zone rosse” e dunque nella fascia di maggior rischio pandemico e che il solo dato dell’aumento dei contagi nel territorio regionale,
neppure specificamente riferito alla popolazione scolastica (nei confronti della quale, peraltro, come detto operano le vigenti disposizioni precauzionali in caso di accertata o sospetta positività) e
peraltro neppure certo (posto che se ne lamenta al contrario l’incertezza derivante dall’incompleto tracciamento) e la sola mera possibilità dell’insorgenza di “gravi rischi”, predicata in termini di
eventualità, non radicano (né radicherebbero) per sé solo la situazione emergenziale, eccezionale e straordinaria, che, in astratto, potrebbe consentire la deroga alla regolamentazione generale, a tacer
d’altro perché già considerati, e ampiamente, dal legislatore nazionale; che non risulta peraltro alcun “focolaio” né alcun rischio specificamente riferito alla popolazione scolastica, generalmente
intesa;

Cioè in pratica il Tar dice che non basta paventare l’emergenza perché questa ci sia effettivamente, ma ci sono dei dati oggettivi da tener in conto come la Zona Rossa e anche un focolaio soprattutto in riferimento alla popolazione scolastica, cosa che al momento non c’è.

Altra botta e questa la si potrebbe estendere pure ai sindaci di Santa Maria a Vico e Cervino:

che è dubbia anche l’idoneità della misura disposta, tenuto conto della prolungata chiusura connessa alle festività natalizie, che non ha, tuttavia, evitato l’aumento registrato dei contagi.

Ma il Tar poi continua a schiaffeggiare il governatore ancora e onestamente qui una persona seria dovrebbe dimettersi:

che le rappresentate difficoltà del sistema sanitario regionale, lungi dal giustificare l’adozione della misura sospensiva, dimostrano piuttosto la carente previsione di adeguate misure preordinate a scongiurare il rischio, ampiamente prevedibile, di “collasso” anche sul sistema dei trasporti; con la conseguente confermata impossibilità di qualificare “contingibile” una misura dichiaratamente volta ad
evitare un pericolo ampiamente prevedibile solo a voler considerare il recente passato
;

Cioè il Tar dice, ma tu due anni a mo, ma che hai fatto per prevenire un’ondata prevedibile?

A questo punto attendiamo che anche il sindaco di Santa Maria a Vico e il suo collega di Cervino tengano conto di questo decreto.