
Comincia la settimana ufficiale dell’Eurovision 2024 in Malmo Svezia!
Come sempre, che mi piacciono i contest musicali, seguirò “da vicino”, sia per il blog che per Giornalenews.it, che per il quarto anno mi concede uno spazio.
Qui appunto l’ultimo articolo sull’Eurovision EuroVision Song, si parte! Angelina favorita con Olanda e Croazia (giornalenews.it)
Come si nota ho abbandonato il plurale majestatis in quanto sulla musica sono meno arrogante, che sulla politica e sul Napoli, e più accondiscendente alla discussione.
Da questa settimana allora solo musica e solo Eurovision su questo blog, la politica la rimandiamo alla mia rubrica settimanale su Giornalenews.it.
In questo articolo pubblico i video delle canzoni di quest’anno che più mi hanno colpito e se dovessi dare dei punti, quelli classici dell’Eurovision. Ovviamente da regolamento non posso votare per l’Italia ma devo dire che la canzone di Angelina Mango, per chi mi ha seguito su Facebook al tempo di Sanremo sa benissimo, mi è piaciuta tantissimo.
1 punto per me va all’Estonia dei 5 Miinust x Puuluup una canzone che sembra un casino organizzato, divertente con elementi folk che non mi dispiacciono e con un balletto che ricorda in termini di no sense quello famoso di Nino D’Angelo.
2 punti all’Ucraina, come sempre capaci di portare all’Eurovision elementi straordinari, in questo caso Aylona Aylona e Jerry Heil hanno una canzone che fonde il rap con folk e pop in maniera magistrale, con un tema moderno di emancipazione femminile, prendendo in prestito figure religiose che penso sia una scelta azzeccatissima.
3 punti a Israele. Punti dovuti non tanto alla canzone in sé, ma alla straordinaria voce di Eden Golan assolutamente angelica, da brividi.
4 punti alla Lettonia. Diamo ben 4 punti a una canzone che probabilmente non riuscirà a superare le semifinali, ma Dons regala una interpretazione intensa su un tema come il sentirsi svuotati dentro per tante ragioni quando gli altri attorno a te pretendono di avere tutte le risposte, che poi a ben vedere, non hanno.
5 punti alla Spagna. Quando ho visto l’esibizione al Benindorm non mi erano piaciuti, ma in realtà era l’esibizione ad essere troppo sopra le righe, la canzone merita tantissimo se non altro per il tema. Zorra significa puttana in spagnolo e come dice la canzone una donna non può non far qualcosa, qualsiasi essa sia, che venga additata con questo epiteto a differenza di un uomo, infatti Zorro ha ben altro significato, allora ecco che i Nebulossa, alla Wharol, ripetono all’ossesso questo termine svuotandolo, facendolo perdere di significato.
6 punti alla Svizzera. Nemo è uno dei possibili vincitori di quest’anno con una canzone capace di mischiare numerosi generi, tra cui l’opera, che può certamente essere di ispirazione per chi ha vissuto la sua stessa esperienza di vita, lo scoprirsi non binario, ma in realtà chiunque si trovi intrappolato in schemi convenzionali e trovi la forza di romperli può ritrovarsi in questo gran bel pezzo.
7 punti al Portogallo. Anche in questo caso parliamo di una canzone che farà fatica a entrare in finale, ma Iolanda ha una voce immensa e ha una canzone che ricorda ovviamente il classico Fado, è un inno a credere in sé stessi, soprattutto quando si cade, quando le cose non vanno nel verso giusto e si rischia di dubitare di sé e della propria forza.
8 punti alla Francia. Slimane presenta una canzone che all’apparenza è semplice, sia come testo che come struttura, ma la passione, la voce, il carisma di questo interprete è un valore aggiunto notevole.
10 punti alla Croazia. Baby Lasagna con questa canzone che parla di emigrazione, un tema non solo italiano, di come ci si sente nel lasciare la propria terra, la propria cultura, ha convinto una nazione intera e pure noi, anche perché capiamo benissimo cosa voglia dire.
12 punti alla Serbia. Teya Dora in maniera dolcissima, ma allo stesso tempo con immenso carisma regala una canzone stupenda che parla della ricerca di quel qualcosa, quel quid, che non si sa manco cos’è, rappresentato simbolicamente dai fiori di Ramonda, i fiori della Resurrezione, per completare la propria vita, ma forse è proprio la ricerca di questo qualcosa a renderla completa.