Il tempo del voto si è concluso. Il dato è tratto!

La campagna elettorale si è chiusa con Berlusconi che ha fatto una “sparata” delle sue riguardo la guerra russo-ucraina. In un solo colpo il nuovo possibile governo si è inimicato Usa, Nato e pure la Russia.

Riguardo la giornata delle elezioni, il dato che ha subito allarmato gli addetti ai lavori è stato quello delle ore 12 riguardava l’affluenza. Infatti quel dato è sembrato, da subito, troppo basso per risollevarsi nel corso della giornata e con le regioni del Sud con dati davvero minimi. Certamente ha in parte influito il maltempo che ha colpito pesantemente alcune regioni. Ma, a nostro avviso, il dimezzamento del numero dei Parlamentari ha aumentato, come temevamo, quella scollatura tra elettorato attivo e passivo. Perché farsi il traffico, sfidare la pioggia per votare gente sconosciuta, magari pure di fuori regione? Mettiamoci anche una legge elettorale che non ha tenuto contro di questo dimezzamento e la frittata è servita.

Il dato delle 23 è dunque del 64% un 9 punti in meno rispetto al 2018.

Dato su cui tutti i partiti dovrebbero riflettere.

Passando agli scrutini. Dai dati che vengono snocciolati nel corso della notte si conferma ciò che era evidente da mesi e ovvero la vittoria del Centrodestra!

Vittoria sì, ma non travolgente, visto che la coalizione i ferma al intorno al 44%.

Nella coalizione spicca il risultato di Fratelli d’Italia con un 26% che è enorme visto che da solo il partito di Giorgia Meloni, futuro premier a quanto sembra, copre tutto il Centrosinistra.

Male Forza Italia e lo si sapeva, malissimo la Lega che non supera il 10% e questo non era proprio certo, entrambi i partiti si fermano rispettivamente all’8% e al 9%.

Si diceva del Csx che va malissimo. Il Partito Democratico, che aspirava a giocarsela almeno come primo partito con FdI, non raggiunge nemmeno il 20%! Partirà dunque l’ennesima analisi della sconfitta come nel non aver trovato un’alleanza con i 5stelle. Csx e M5s avrebbero dato assieme un 41% circa e quindi un risultato che magari era interessante per i tifosi, un po’ meno per il Paese. Comunque bisogna pur dire che in politica due più due non sempre fa quattro.

Il Partito di Conte è quello più complesso da analizzare. Se lo consideriamo rispetto a 5 anni fa è una batosta enorme, ma diciamola tutta, almeno un mese fa il partito dell’ex presidente del consiglio era dato intorno al 10% e quindi questo risultato del 15% può far sorridere i pentastellati. Sono sopravvissuti. E’ bastato dunque presentare lo spauracchio del vi tolgono il Rdc a portare l’elettore al voto 5s, perché poi altre proposte non è che se ne sono viste all’orizzonte.

Ottimo il Terzo Polo. un 8% che è tanta roba per un idea di partito, di coalizione, di leadership e di valori tutta da scoprire, sempre che i due Ego di Calenda e Renzi riescano a lavorare insieme, come, a nostro avviso, bene hanno fatto in campagna elettorale. Può essere l’inizio di qualcosa di interessante o il nulla assoluto.

Sarà dunque Giorgia Meloni ad indicare il prossimo Presidente del Consiglio al Presidente Mattarella e sarà certo il suo nome quello che verrà fuori.

Dopo i giusti festeggiamenti però la Meloni dovrà subito affrontare tre problemi immediati importanti. Il primo è quello di trovare i nomi di un governo, che non sia una banale riproposizione di quello nefasto del Cdx, quel Berluscono IV che portò il Paese a un passo dalla bancarotta. Il secondo è quello di convivere con altri due leader di cui non gode gran stima. Berlusconi ha detto, in un fuori onda, di essere preoccupato di una leadership della leader di Fdi, Salvini ha praticamente consegnato una lista dei ministri con il suo nome agli interni. Il terzo è più grave problema è quello di convincere gli alleati europei e atlantici che Meloni non è sinonimo di Mussolini.

Per l’analisi del voto locale attendiamo i risultati definitivi dei 4 comuni suessolani.

Attenzione i dati indicati sono a spoglio in corso e quindi potrebbero subire delle lievi modifiche.

Eligendo: Camera [Votanti] Italia (Italia) – Politiche 25 settembre 2022 – Ministero dell’Interno