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Toni accessi al consiglio comunale a Cervino come poteva pronosticarsi, anche se non ci aspettavamo il mercato delle vacche, con tutto il rispetto lo diciamo per i mercatari di quel particolare tipo di mercato, ma come è noto luogo ove regna spesso la voce più grossa e la confusione è sovrana e viene svilito il senso morale delle cose. Eppure ieri sera nonostante il tempo inclemente c’era tanta folla, che avrebbe dovuto consigliare a tutti la prudenza. Come volevasi dimostrare se i consigli comunali si mettono di sabato mattina alle 10 è un po’ più complicato vedere gente.

Già dal primo punto, il più semplice non s’è capito nulla. L’entrata in consiglio comunale di Carmine Pascarella al posto di Stefania Telese. La minoranza aveva accusato l’amministrazione di non aver rispettato i tempi di 10 giorni dalle dimissioni per convocare il consiglio per votare la surroga, il sindaco dal canto suo ha ribadito che i tempi sono ordinatori e non perentori quindi al primo consiglio utile s’è proceduto per la surroga, anzi affermando in più che trattasi di presa d’atto. Su questo punto ci sentiamo di dare ragione al Sindaco De Lucia nonché presidente del consiglio comunale, in quanto effettivamente il termine di dieci giorni ha un carattere acceleratorio piuttosto che perentorio, anche se con il termine ordinatorio non significa certo che uno può aspettare quanto gli pare perché in qual caso si provvede a mezzo di commissario ad acta. Le opposizioni fino a ieri su questo punto non è che si siano lamentate più di tanto. Il problema non è amministrativo ma politico e bene hanno fatto le opposizioni a far presente la difficoltà della maggioranza nel convocare nei tempi il consiglio comunale. Sul problema dei termini ci siamo lamentati noi, ma noi non siamo l’opposizione.

Chiusa questa, si è aperta l’ennesima fase del caso Acanfora, che pare oramai aleggiare sempre in ogni consiglio comunale. Infatti le comunicazioni del sindaco sono state un lungo excursus che ha cercato di dare spiegazione alla crisi di maggioranza avvenuto proprio su questo motivo. Il sindaco ha spesso usato la parola rispetto istituzionale, in quanto la giunta ha operato senza due membri, nell’attendere un eventuale ripensamento di Stravino e Telese. In questo caso non possiamo essere in accordo con il sindaco. Addirittura il sindaco dice che la legge prevede un termine di attesa. Peccato che De Lucia non citi né il termine né la legge. Il Tuel -la bibbia degli enti locali- nulla dispone al riguardo, ma è pur vero che esiste il principio oramai consolidato della immediata operatività e irretrattabilità delle dimissioni degli amministratori degli Enti Locali, fatta eccezione per il sindaco in quanto la sua dimissione è foriera di conseguenze. Ergo le dimissioni da assessore sono da considerarsi irrevocabili sin dalla loro presentazione. Che si cerchi di ricucire un rapporto politico è normale per carità, ma si dica questo e non si utilizzi la parola “rispetto” a vuoto, che in questo caso non ha il minimo senso. Rapporto politico però che come bene e più volte ha ribadito la consigliera Stravino era logoro e ha maturato tale decisione per ben due anni e mezzo, l’espressione usata è stata quella di: “confronti non civili”.

Ci si permetta però che clamorosamente il sindaco non ha detto una parola una sulla parità di genere, e come pure le opposizioni siano state su questo punto silenziose, secondo noi invece punto molto importante in quanto lo statuto consente di avere tutti assessori “esterni” quindi la parità di genere può essere rispettata.
Ancora troviamo incredibile come da Di Matteo non sia arrivata nessuna dichiarazione sul fatto che nelle piazze durante la campagna elettorale ha osteggiato il programma di Cervino Libera, poi è passato alla opposizione costruttiva ora addirittura assessore e quindi sposando pienamente il programma di Cervino Libera. Scioccante tale atteggiamento al limite del menefreghismo.

Ma il punto più controverso è stato il caso  Acanfora. Il sindaco ancora una vota è stato abile nel non dire ciò che dovrebbe dire. Infatti anche qui il sindaco ha illustrato il lungo excursus di un caso del 2009 finito “addosso” a questa amministrazione. Però a dire il vero le opposizioni non contestano al sindaco di aver creato il caso, ma bensì di non averlo chiuso peggiorando la questione economica del comune. Le domande erano: perché è intercorso un anno dalla reintegra? perché è stato nominato un nuovo capo ufficio tecnico? perché è stato fatto appello? Domande che secondo noi non hanno trovato alcuna risposta. Eppure c’è da dire che il sindaco non è che non conosca la situazione di Acanfora visto che è al secondo mandato, e ben due assessori il problema lo hanno visto nascere.

Chi invece non ne sa nulla e infatti ha chiesto tempo per leggere le carte e avere la possibilità di esprimere un voto ponderato è stato Carmine Pascarella. Un discorso il suo che formalmente lo pone in uno “stato” di indipendenza, ma in realtà ha tolto non poche castagne dal fuoco all’amministrazione che ha potuto così rinviare la seduta, subito dopo questo punto c’erano i numerosi debiti fuori bilancio da votare, cosa che gli addetti ai lavori stavano attendendo per tastare il polso alla tenuta di questa amministrazione comunale e stabilire la posizione di qualche indipendente. L’opposizione invece di legare con apposita mozione il rinvio a un tempo certo della prossima seduta si è invece assurdamente soffermata sulla possibilità etica o meno che Pascarella votasse per la sua richiesta. Ora capiamo perché le minoranza non presentano mai emendamenti, già sono minoranza se poi chi fa una proposta non può votarla che la si presenta a fare!? Incredibile. Eppure fare l’opposizione dovrebbe essere più semplice. Infatti questo problema del voto o meno di Pascarella ha scatenato gli animi, urla, pure il vicesindaco Razzano sempre silenzioso e contemplativo ha iniziato ad alzare la voce, una situazione incresciosa tanto che appunto pure il sindaco si è fatto scappare il virgolettato nel titolo. La richiesta di Pascarella è ovviamente legittima, in quanto solo da consigliere può visionare tutti gli atti che sono a disposizione.

Che dire? L’amministrazione rinvia ancora la su agonia, oramai in difficoltà perde pezzi e sinceramente sul caso Acanfora la vediamo debole tanto che per questo ha perso altri due pezzi e con tutto il rispetto per Di Matteo, ma il buon socialista certo abile politico ma non ci sembra minimamente all’altezza di andare oltre il Signor-sì! Le opposizioni sono state più battagliere del solito con buoni argomenti a disposizione, ma pur vero che spesso e volentieri sono caduti nei tranelli tesi dalla maggioranza senza un’adeguata strategia, esempio: il sindaco grazie ai problemi di udito del segretario ha più volte cercato di irritare- riuscendoci- gli avversari non lasciando loro la possibilità di esprimersi con serenità; la richiesta di rinvio di Pascarella era da mettere in conto.


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al P.co De Lucia in Santa Maria a Vico (CE)

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