Tranquilli non ci mettiamo a fare gli analisti di politica estera o di conflitti internazionali, non ci permetteremmo mai di togliere lavoro a Farfallina 52 et similia che su Facebook stanno aprendo gli occhi a tutti, anche perché non ci sentiamo in grado di fare quel tipo di analisi che richiederebbe uno studio delle questioni in gioco di anni e non certo di qualche giorno.

Detto questo però, una cosa la possiamo anche dire e non perché siamo degli esperti sia chiaro, è giusto una nostra opinone in merito: dal punto di vista comunicativo Putin ha perso.

Proviamo a spiegare il nostro ragionamento.

Partiamo dal fatto che nonostante i preparativi di invasione siano stati lunghi e laboriosi non s’è accompagnata da parte russa una propaganda adeguata a giustificare l’invasione in quanto la tensione era tutta rivolta a mistificare l’ammassamento delle truppe ai confini ucraini. I quali hanno avuto di certo il tempo di prepararsi e non è un caso che la resistenza all’invasione è molto più efficace di quello che si pensava.
Solo nelle ultime ore precednti il conflitto Putin ha dichiarato di voler invadere e annettere le autoproclamate repubbliche del Donbass per eliminare il nazismo, parole sue. Non ha funzionato questa chiave di lettura e quindi la propaganda ha messo una pezza con la storia dell’allargamento NATO nell’area. Certo non si capisce allora il perché non abbia la Russia protestato in passato, o fatto peggio, con l’entrata nell’alleanza atlantica delle tre repubbliche baltiche.

Ma ammettiamo che quest’ultimo elemento sia effettivamente l’elemento chiave, cosa ha ottenuto Putin fino ad ora:

  • ha talmente terrorizzato gli ex stati del patto di Varsavia e quelli confinanti che non solo ha convinto ancora di più quelli che lo avevano fatto della bontà della loro scelta da convincere altri a voler entrare in NATO.
  • Paesi storicamente neutrali come Svizzera e Svezia hanno deciso di sostenere logisticamente l’Ucraina.
  • La UE che in politica estera non avendo un ministro e quindi una politica tale e non avendo esercito è di fatto debole su quel fronte si è invece dimostrata compatta e pronta alla reazione sia in modo simbolico che pratico come la consegna delle armi all’Ucraina.
  • Addirittura il leader nazionalista ungherese parla di una necessità che la UE si doti di un esercito comune.
  • Svezia e Finlandia probabilmente chiederanno formalmente l’entrata nella Nato appena possibile.
  • I paesi che dipendono dalla Russia per il gas stanno cercando e trovando soluzioni alternative, magari più care ma più sicure.

Ma non è solo dal punto di vista dei risultati che Putin sta perdendo ma anche dal punto di vista del racconto del conflitto.

La neonata che viene alla luce in un bunker, il video dove si vedono missili colpire abitazioni civili, gente comune che si piazza davanti ai carrarmati … Sono immagini potenti che rafforzano ancora di più l’Ucraina. Anche quel video del carrarmato russo che mette sotto un auto civile e che a quanto sembra sia un fatto vero ma riferente alla guerra di Crimea dice moltissimo su come i soldati russi hanno fatto e stanno facendo questa guerra.

La stessa figura dei due leader è incredibilmente a vantaggio dell’Ucraina. Zelensky prima della guerra era una sorta di Beppe Grillo che ce l’ha fatta ma preso di mira in maniera ironica dai suoi stessi concittadini. Ora è diventato una sorta di eroe di guerra e punto di riferimento della cittadinanza tutta. Putin invece fa mandare in giro un video dove zittisce in maniera perentoria uno spaventatissimo capo dei servizi segreti mostrando ancora di più il volto più cupo e terribile del suo regime.

Discorso a parte va fatto per gli analfabeti funzionali italiani, un modo scientifico per dire fessi, che ricordiamo sono il 50% della popolazione, motivo per cui stiamo nella merda fino al collo, costoro sostengono la propaganda putiniana contro l’america imperialista e altre stupidità, perché a loro non la si fa!

Noi siamo vicini alla sofferenza del popolo ucraino che speriamo esca vincitore da questa aggressione.