Quando da ragazzi studiando storia ci capitava di confrontarci con il periodo storico a ridosso della seconda guerra mondiale non riuscivamo mai a capire una cosa: com’era possibile che le potenze europee dell’epoca non si rendevano conto o qunatomeno sottovalutavano il pericolo che rappresentava Hitler e il nazismo?

La risposta c’è venuta da una frase del poeta Hans Magnus Enzensberger Io al tempo del fascismo non sapevo di vivere al tempo del fascismo.

Questa frase ci aprì un mondo, spiegava l’arcano.

In pratica le donne e gli uomini del tempo non si rendevano conto che stavano vivendo un momento storico importante, un bivio della storia dell’umanità, un capitolo e non una semplice pagina di storia. Un po’ come essere al centro del ciclone. C’è il sole, gli uccelli cinguettano ma tutt’attorno c’è l’uragano.

In un certo senso è quello che sta succedendo in questo periodo storico con la guerra a due passi da casa. Non sappiamo se stiamo vivendo una pagina di storia o un capitolo di storia.

Ci imbestialisce, ma capiamo, per il discorso di cui sopra, quando ci sono analisti da bar e non solo anche gente capace, che cerca di spiegare al popolino come Putin abbia le sue ragioni e la Nato, gli Usa, l’UE siano tutti brutti, sporchi e cattivi.

Il punto è che il difetto italico sia sempre quello di dividere tutto in chi ha ragione e chi torto, in buoni e cattivi, in bianco e nero, in Guelfi e Ghibellini.

Putin ha le sue ragioni? Certo che le ha! Hitler quando assalì la Polonia aveva le sue ragioni? Certo che sì! L’URSS quando represse i moti ungheresi aveva le sue ragioni? Assolutamente sì!

Anche Lucifero quando si ribellò certamente avrà pure lui avute le sue maledette ragioni!

Il fatto però che le ragioni o i torti non hanno la minima importanza. Mettersi con il bilancino e stabilire quanto grammo di ragione ha Putin, quanti kg di torto ha la Nato non ha alcun senso in uno scenario di guerra che stiamo vivendo. Questo è materiale per gli storici che ci diranno alla fine della guerra tra qualche anno a mente fredda dove stavano le ragioni dell’uno e dell’altro.

Non esiste il bianco e il nero, il giusto e lo sbagliato, gli uomini e le loro vicende sono più complicati di così, più sfumati. Ma esiste sempre una parte giusta e una sbagliata della storia.

Hitler aveva le sue ragioni, forse, ma era dalla parte sbagliata della storia!

Per giustificare l’aggressione di Putin bisogna fare tanti troppi passaggi mentali, e comunque rimane arduo dimostrare, che sia nella parte giusta. Ad esempio il dittatore russo non ha mai portato alla comunità internazionale le “malefatte ucraine” nel Donbass, mai, mai il dittatore russo nei suoi viaggi europei ha parlato della situazione dei russi in Donbass. Ma ecco che si parla di denazificare, di aiutare, di salvare i russi dalla barbarie. Non funziona.

Putin è dalla parte sbagliata della storia. Un giorno gli storici ci potranno dire che aveva le sue oneste ragioni, ma queste potevano essere palesate in centinaia di modi diversi. Putin ne ha scelto uno. Questo lo pone dalla parte sbagliata della Storia!

Attenzione parte sbagliata non perché guerra brutta, pace bella. Anche la guerra è un mezzo che può essere valido come una trattativa davanti a un cappuccino. Ma quando i presupposti per una guerra sono deboli allora è il peggior mezzo perché ti si mette dalla parte sbagliata.

Chi decide la parte giusta o sbagliata della storia? Caro Lettore se te lo stai chiedendo …