Ieri c’è stato uno scontro interessante tra il leader de facto dell’opposizione comunale Biagio Di Nuzzo e il sindaco Giuseppe Vinciguerra che a botta di comunicati stampa se ne sono dette.

Il contendere verte sulla mensa scolastica.

Inizia il Di Nuzzo lamentando come per la mensa non siano stati previsti sgravi in base al reddito e quindi con il rischio di avere famiglie in forte difficoltà economica e anche a rischio il depauperamento della popolazione scolastica per la mensa esosa.

Il sindaco dal canto suo gli ha risposto sul fatto che i rincari sono dovuto alla situazione internazionale con i costi energetici aumentati. Inoltre, le casse comunali non sono in buono stato e il sindaco accusa senza mezzi termini le amministrazioni passate e proprio quelle in cui il Di Nuzzo era “dominus”.

Il Di Nuzzo di rimando gli ricorda che l’amministrazione di cui faceva parte è finita nel 2017, in verità nel 2018. Poi ci sono state altre amministrazioni e commissari e se disavanzo c’è stato è a loro che bisogna chiedere.

Questo in soldoni questo lo scontro.

Noi rimaniamo perplessi del fatto di come le cose si dimenticano. E’ vero che l’italiano è un popolo che non ha memoria, ma essere protagonisti di un’amministrazione e non ricordare ciò che la propria amministrazione ha fatto ha dell’incredibile!

Di Nuzzo si lamenta che l’amministrazione attuale non ha previsto sgravi per le famiglie in base al reddito, va benissimo, ma da qual pulpito! Di Nuzzo dimentica che la sua amministrazione la mensa scolastica non l’aveva proprio prevista, anzi l’aveva cancellata!

Il Consiglio Comunale il 21/04/2017, o dovremmo dire meglio la maggioranza in quel consiglio comunale, approvò il dup e il bilancio per gli anni 2017/18/19 che di fatto eliminò la mensa scolastica. Infatti fu previsto all’epoca un contributo di 50.000€ per 5 mesi fino il 31/05/2017 sarebbe stato l’ultimo giorno.

Ma non solo, il consigliere Di Nuzzo dimentica che i genitori fecero le barricate a quel provvedimento.

Arrivarono in comune 126 richieste da altrettante famiglie per il riattivarsi del servizio mensa. Cosa che avvenne ma con una soluzione vergognosa. Infatti i genitori dovettero sottoscrivere questa roba qui:

Il sottoscritto dichiara, ai sensi dell’art.46 del DPR 445/2000, che il costo totale del ticket giornaliero del servizio di refezione, per l’anno scolastico 2017/2018, per il proprio figlio, sarà a suo totale carico per la somma che risulterà dall’aggiudicazione del servizio (comprensivo di IVA come per legge).

Quindi, le famiglie cervinesi si sarebbero accollati il costo totale del servizio senza manco sapere il prezzo. Demandando tutta la questione gara e quant’altro all’amministrazione comunale che aveva già dichiarato di voler interrompere il servizio!

Poi se ne esce Biagio Di Nuzzo eh ma l’Isee dove sta? Eh ma costa troppo! Eh ma poi le famiglie abbandonano le scuole di Cervino. Ma serio!?

Sicuramente ci sarebbe bisogno che l’amministrazione tenesse conto del fatto che vi possono essere più bambini di una stessa famiglia che usufruiscono del servizio. Delle famiglie in difficoltà vedi presenza nel nucleo familiare di persone con disabilità, certamente il reddito è importante e bisogna tener conto. Cose che non dovrebbero demandarsi a un “vedremo”.

Purtroppo il servizio mensa ha sempre giuridicamente questo problema di essere un servizio a domanda individuale, cosa assurda visto che la mensa è comunque un momento didattico, è scuola, non pausa pranzo tipo azienda.

Noi si spera si riesca a Cervino ad arrivare un giorno a garantire la mensa per tutti. Sappiamo che diciamo cose assurde, ma noi speriamo si possa arrivare alla piena gratuità.