E’ da un po’ di tempo che non ci occupiamo di massimi sistemi.

Oggi ci concentriamo su una serie di fesserie giornalistiche cercando, con tutti i nostri immensi limiti, di capirne le ragioni.

Le donne di Matteo Messina Denaro.

Tantissimi giornali si sono concentrati su questo punto, addirittura l’Ansa, che dovrebbe essere qualcosa di serio, ne ha fatto un articolo. Addirittura nell’articolo viene scritto proprio capo mafia play boy.

Il punto che ci viene spontaneo è: ma chi se ne fotte!?

Cioè cosa toglie e cosa aggiunge alla vita di un disgraziato come Messina Denaro stragista, che forse è pure un reato minore nel suo caso?

E’ veramente importante appecoronarsi e mostrare che il debole mafioso in quanto vecchio, malato e pure arrestato sia però un modello forte almeno come uomo, teneva sei donne! Tra l’altro una visione dell’uomo cacciatore vecchia di secoli, ma a quanto pare si “porta” ancora.

Per ultimo poi la notizia definita struggente e strappalacrime quella della bidella napoletana che lavora in una scuola a Milano che per risparmiare le “conviene” fare da pendolare tutti i giorni.

Inutile dire che in questa seconda notizia non ci sta nulla di eroico anzi oramai è entrata nell’ordine delle bufale.

Cos’hanno in comune queste due notizie? Il sensazionalismo.

Gli editori considerano i lettori dei poveri imbecilli che non sanno leggere una notizia troppo complicata e i direttori dei giornali e giornalisti si adeguano.

Basta considerare il fatto che in questo Paese il 50% è analfabeta funzionale, cioè le persone sanno leggere e scrivere ma non sanno capire cosa hanno letto, non riescono a capire il senso di un testo.

Ma lo si vede in alcuni siti on line dove c’è il minutaggio negli articoli! Si dice al lettore che per quell’articolo ci vogliono due o tre minuti di lettura! Sì perché se il testo è troppo lungo il lettore non comincia neanche la lettura.

Il giornalismo dunque invece di essere baluardo contro l’ignoranza si fa promotore di essa la sponsorizza.

Questo è un danno colossale peggio del segno meno al PIL. E infatti si nota anche come il giornalismo politico si occupi di gossip e non di problemi concreti e reali. La complessità va evitata per i giornalisti, mentre costoro dovrebbero spiegarla rendendola fruibile.

Difficile risolvere questa situazione nel breve periodo, certo nel lungo periodo la scuola potrebbe essere una grande risorsa per eliminare il problema, ma qui apriremmo un’altra nota dolente e iniziano a essere troppe per i nostri gusti.