
Inseriamo questo video perché il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha risposto – o meglio, non ha risposto – a una domanda di Aniello Renga sulla questione dell’autostrada Caserta–Benevento.
Alla domanda diretta, Salvini ha preferito glissare, parlando genericamente dei tanti progetti sul tavolo per il territorio casertano. Il punto centrale della sua risposta è stato però un altro: il ministro ha spiegato che non ama parlare di opere se prima non sono chiari i fondi economici necessari per realizzarle.
Tradotto dal linguaggio politico: non è una cancellazione ufficiale della Caserta–Benevento, ma il dossier sembra essere finito ancora una volta nel cassetto.
E dobbiamo dirlo con franchezza: non necessariamente è un male. I progetti circolati negli anni scorsi prevedevano sopraelevate a ridosso delle abitazioni e un impatto pesante sul territorio, uno scempio urbanistico almeno a nostro avviso.
Questo non significa che l’opera non sia importante. Il problema è come si ragiona sulle infrastrutture. Non si può continuare a pensare alle strade come negli anni ’80. All’epoca costruire una strada significava rivitalizzare un territorio. Oggi, spesso, significa mortificarlo.
I cittadini non chiedono solo nuove arterie per far passare più auto. Chiedono infrastrutture moderne, servizi pubblici efficienti e qualità della vita. In Valle di Suessola, ad esempio, il trasporto pubblico è praticamente inesistente: le uniche navette che si vedono con una certa regolarità sono quelle per il cimitero nel periodo dei morti.
E poi c’è un altro tema, che spesso sfugge alla politica: la vivibilità dei centri urbani. Le famiglie vogliono poter lasciare l’auto in sicurezza e passeggiare, fare acquisti, vivere serenamente la città soprattutto nelle sere d’estate.
È questo il “nuovo” che può davvero rivitalizzare i territori. Non l’ennesima colata di asfalto.