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Martedì 26 settembre ore 16.30 al Cinema Hart di Napoli in Via Crispi 33, nella sezione Schermo Napoli Doc.

Uno sguardo sulla precarietà del nostro tempo, il disagio, le sfide e le aspirazioni dei professionisti dell’arte. Tutto questo sullo schermo del Napoli Film Festival, martedì 26 settembre alle ore 16.30 presso il Cinema Hart in Via Crispi a Napoli, per il concorso “Schermo Napoli Doc” con “PROFESSIONE: ARTISTA”.

Il film è un viaggio nell’affascinante mondo dell’arte ed un’indagine sulle persone che lo popolano. Gli artisti, uomini e donne che hanno scelto una vita di continui cambiamenti, spostamenti e scenografie, piena di passione e soddisfazioni, nonostante la precarietà che questa comporta. Interviste, performance, danze, canti e monologhi ci accompagnano nelle vite di queste persone, prima, e personaggi, poi. Scopriamo il dietro le quinte di individui che, spesso, vediamo solo nelle vesti dei personaggi che interpretano. Dal Sud al Nord dell’Italia, fino ad arrivare ai Paesi europei, questo documentario è un confronto tra gli stili di vita degli artisti, scelti o imposti dalla società, e le prospettive per il futuro, scelte o imposte dagli Stati di provenienza.

Il documentario, ideato, scritto e diretto da Sebastiano Sacco e Gaetano Ippolito, è stato girato nel 2015, nell’ambito del Festival Ouverture, tenutosi ad Officina Teatro, teatro sperimentale della città di Caserta.

Grazie alla disponibilità di Michele Pagano, direttore artistico di Officina Teatro, degli artisti casertani e di tutti quelli provenienti dal resto dell’Italia e dall’estero per partecipare a questo importante appuntamento, i due autori hanno avuto la possibilità di sviluppare un’interessante riflessione sul binomio arte-precarietà.

Il caso ha voluto che il documentario abbia fotografato l’ultima edizione del Festival, perché poi, a causa della crisi, Overture non si è più svolto. In questo senso il film è anche un documento dell’ultima edizione del festival.

Viseeva e Terra di Cinema, produzioni del film documentario, hanno supportato i registi nei mezzi e nell’organizzazione. La produzione del documentario, totalmente indipendente, ha richiesto circa una settimana di lavoro di ripresa, seguita da una post-produzione di un anno.

Le musiche originali sono state sviluppate da Vincenzo De Lucia. La produzione esecutiva è stata curata da Valentina Crisci che sottolinea come non sia stato difficile immedesimarsi nelle vite delle persone che popolano il documentario. Come produzione artistica, anche questo lavoro ha richiesto un forte impegno nella realizzazione e, soprattutto, nella promozione. L’Italia è un Paese che lascia poco spazio agli artisti indipendenti. In questo senso “Professione: Artista” può essere visto come un’autobiografia raccontata attraverso le vite degli altri ma che, con grande orgoglio, finalmente ha visto riconosciuti dei propri meriti.

Nell’opera si alternano interviste e performance di artisti che, con passione e caparbietà, affrontano il precario mondo dell’arte consapevoli delle difficoltà ma, al contempo, delle grandi soddisfazioni, soprattutto personali, che questo porta. Chi percepisce se stesso come un “funambolo” in bilico tra il cielo e la terra nel tentativo di raggiungere la bellezza estrema. Chi parla dell’artista come un uomo che affronta la vita “faccia a faccia con la paura”. Chi è consapevole delle maggiori difficoltà di chi fa arte in Italia e, per questo, ha deciso di lasciare il proprio Paese di origine per vedersi realizzato. Sono tutti tasselli di un puzzle più ampio che, alla fine del documentario, porterà lo spettatore ad una maggiore comprensione delle vite, dei bisogni e delle passioni di chi, dietro le quinte, si affanna per rendere l’idea del mondo e della società più bella ed originale.

Sebastiano Sacco è filmmaker e produttore, nonché appassionato di fotografia e di scrittura fin dall’adolescenza, ha diretto, negli anni, diversi cortometraggi, così come Gaetano Ippolito, che ha prodotto e diretto diversi documentari. I due autori hanno collaborato già per la produzione del documentario sull’Africa “Please” e per il cortometraggio “Che ore sono?”, e con “Professione: Artista” hanno consolidato il connubio artistico produttivo.


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