Situazione certamente incresciosa cui due istituzioni importanti si sono trovate mettendo ancora più confusione in un settore come quello della scuola già fortemente provato dalle ultime vicende.

Per come la vediamo noi è mancata quella che in politica si chiama “concertazione” che in parole povere è un semplice tirare la seggiola mettersi a un tavolo e discutere. Quando manca questo passaggio è inevitabile che si creino le meglio incomprensioni che poi diventa difficile ricomporre.

Se vogliamo prendere come spunto la lettera della dirigente scolastica notiamo come quella lettera pone delle importanti questioni sul tavolo ma ne manca delle altre.

Ad esempio a nostro avviso la dirigente ha ragione quando fa notare come manchi nell’autocertificazione un richiamo al GDPR 679/2016 e Dlgs 196/2003 in merito al trattamento dei dati. E’ un fatto questo.

Un altro fatto, che nemmno la dirigente coglie, è che nell’autocertificazione manca anche un avvertimento riguardo le dichiarazioni mendaci che potrebbero essere rilasciate che sono punibili in sede penale.

Riguardo al punto che l’ordinanza sia in contrasto che le leggi nazionali ebbene questo può essere come non può essere, ma di certo non compete tale giudizio alla dirigente scolastica, che anzi se ritiene che tale ordinanza sia in contrasto con le leggi nazionali, e addirittua come si evidenzia ostacoli il diritto costituzionale allo studio, ha il dovere di impugnare l’ordinanza davanti al Tar. Ricordiamo che quest’ultimo è l’organo deputato a dare giudizi di questo tipo.

Un sindaco può scrivere nell’ordinanza tutte le scemenze di questo mondo creato ma non si può disobbedire all’ordinanza per un superficiale intimo sentire o per profonda presa di coscienza, ma l’ordinanza può essere impugnata e quindi annullata nei tempi e modi previsti dalla legge, ma sempre da un giudice.

La dirigente che non vuole prendere né valutare l’autocertificazione si pone quindi in questo momento in contrasto con la “legge”, che sarà pure l’ultima delle leggi ma va rispettata, lo ripetiamo per l’ennesima volta, se non la si vuole rispettare la si impugna e il giudice opereerà una sospensiva prima di giudicare nel caso specifico.

La dirigente avrebbe potuto consigliare al sindaco di modificare l’autocertificazione in base ai dubbi esposti, ma è evidente nell’ultima parte della lettera che ci sono stati degli screzi molto forti che compromettono qualsiasi dialogo tra istituzioni che invece dovrebbe essere la base proprio.

C’è un punto poi dell’autocertificazione assolutamente poco chiaro, che la dirigente sfiora appena con la sua lettera, e cioè:

“Le risposte sul Vaccino sono facoltative, per la tutela della privacy pertanto in caso di mancata risposta bisogna controllare tutti i punti da 1 a 4”.

Sta cosa è scritta molto male. Se abbiamo capito bene la risposta sul vaccino è facoltativa, ma se si decide di rispondere non ci sono problemi, ma se si risponde no oppure non si vuole rispondere è obbligatorio (?) rispondere a quelle successive sui sintomi.

Non è molto chiaro eh!

Piccola finezza: visto che sono i genitori a rispondere si dovrebbe sostituire la dicitura alunno con figlio/a.

Cosa consigliamo?

Al Sindaco di “aggiustare” l’autocertificazione con i riferimenti che abbiamo posto per renderla meno attaccabile e più rispettosa della legge. Alla dirigente invece chiediamo di prendere il toro per le corna, come si dice, o va al Tar o rispetta l’ordinanza.

Ma soprattutto: PARLATEVI!