
I consigli comunali sono luoghi -come è noto- in cui si prendono decisioni vincolanti per tutti i cittadini del comune, ma non solo, ha anche un ruolo di controllo. Quest’ultimo è ovviamente svolto dall’opposizione. Controllo che alle volte può essere stringente su questioni vitali, altre volte più blando, facendo notare giusto qualche discrepanza, qualche equivoco facilmente verificabile e riparabile.
Tutto ciò viene però svilito se non si ha il dovuto rispetto dei ruoli.
Questo è mancato in Arienzo.
Non si tratta nulla di particolare, nulla che metta a rischio i cittadini, la loro economia o il le loro abitudini sociali, si è trattato solo di evitare una brutta figura per il comune di Arienzo.
Durante l’ultimo consiglio comunale l’opposizione, in particolar modo Domenico Cangiano, aveva fatto notare come nel regolamento per la protezione civile era inserito, per mero errore, il comune di Acquasparta invece che comune di Arienzo. Insomma il comune di Arienzo nel redarre il regolamento e statuto ha preso uno bello e fatto da un comune qualunque, sperando che lo abbiano almeno adattato alle esigenze cittadine, e lì dove era necessario hanno sostituito il nome Arienzo al posto appunto di Acquasparta.
Lavoro che evidentemente non è stato compiuto correttamente, visto che il nome Acquasparta resiste, ma appunto era stato fatto notare.
Ebbene dopo qualche settimana da quel consiglio comunale, all’albo pretorio viene pubblicato il testo con questo pacchiano errore.
Non ci è chiaro se si tratti di noncuranza, di altro errore, di menefreghismo, di disprezzo delle opposizione, di dispetto sempre nei confronti delle opposizioni.
Si tratta però di una brutta figura, che poteva facilmente evitarsi.
Ora il coordinatore del gruppo di protezione civile dovrà attendere ordini dal sindaco di Acquasparta, in provincia di Terni in Umbria, per attivarsi in caso di calamità sul territorio.
Bravi.
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