nonno vigile

Oh finalmente! Ringraziamo vivamente il comune di Arienzo per aver presentato un bando su come deve effettivamente essere un volontario che espleta il servizio di Nonno Vigile. A differenza dei comuni vicinori tipo Santa Maria a Vico di cui abbiamo parlato che ha reso questo servizio più che volontariato una specie di ammortizzatore sociale.

https://pungiglioneblog.com/2017/09/12/smav-nonno-vigile-da-potenzialita-a-inutilita/

Qui siamo in presenza di una vera e propria richiesta di volontari.

Infatti tra i requisiti richiesti non è contemplato l’ISEE, infatti non si vede il motivo che possa aiutare i fanciulli nell’entrata o uscita di scuola se il nonno vigile abbia o meno sostanze. Mentre ad esempio è richiesto come titolo preferenziale l’aver svolto servizio presso forze armate o di polizia per esempio. Ci pare logico.

Altro criterio che secondo noi rende il nonno vigile di Arienzo un volontario rispetto al nonno vigile-pseudo-dipendente di Santa Maria il fatto che non è prevista alcuna forma di compenso, nemmeno sotto il profilo di rimborso spese.

In realtà viene attuata per il volontario una riduzione della Tari che può arrivare fino alla totale esenzione. Non si tratta di un pagamento. Non viene “tradotto” il lavoro svolto in termini monetari, semmai si tratta di riconoscere a una persona che gratuitamente sta dando un aiuto al comune l’esenzione parziale o totale di un tributo. Infatti in molti comuni, non sappiamo adesso se pure in quello di Arienzo, ma le associazioni no profit e i circoli ricreativi non pagano la Tari avendo una esenzione totale. Qui è la stessa cosa solo che invece a un’associazione la riduzione o esenzione è fatta a favore del singolo individuo, che però presta il suo tempo per svolgere un servizio di pubblica utilità.

Dobbiamo ahinoi far notare che nonostante questi meriti il bando non è esente da critiche e incongruenze.

Infatti non è dato sapere quanti siano i volontari di cui il comune ha bisogno, il bando non riporta il numero necessario.

Noi andiamo a memoria e ricordiamo che proprio la modifica al regolamento Tari nel maggio del 2017 introdusse un comma 8 all’articolo 33 che indicò in massimo numero 6 le persone cui fosse prevista la riduzione del tributo che a titolo gratuito e volontariamente avessero contribuito a svolgere attività socialmente utili, tanto che è indicato a titolo di esempio non esaustivo proprio l’attività come nonno vigile o il servizio di vigilanza alla biblioteca.

Quindi massimo possono essere 6 persone che possono usufruire di riduzione o esenzione tari e non necessariamente debbono essere tutti nonni vigile. Ecco il fatto che non sia indicato nel bando il numero di volontari di cui il comune ha bisogno è un limite. Limite che potrebbe anche inficiare la validità del bando stesso.

Altra criticità è che non è dato sapere quali siano i criteri di selezioni e da chi verranno compiuti.

Non è indicato un punteggio. Paradossalmente a leggere il bando e a voler essere un poco cattivi si può pensare che tutto sia graziosamente stabilito dalla giunta o dal sindaco in persona.

Comunque eliminate queste criticità, speriamo quanto prima, siamo davanti a un corretto modo di intendere il nonno vigile almeno sulla carta. Poi chiaramente tutto sta a vederlo pure dal vivo se effettivamente fa un servizio o fa finta di farlo.


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