senza-stipendio

Ieri è stata ad Arienzo giornata di manifesti. Le opposizioni presenti in consiglio hanno sottolineato entrambe una incongruenza nelle dichiarazioni del sindaco con i fatti, cioè l’aver prima sostenuto che non avrebbe “preso” lo stipendio e poi in bilancio è proprio prevista una voce ad hoc.

Abbiamo atteso una eventuale replica dell’amministrazione che però al momento mentre scriviamo non è arrivata.

Come anticipato ieri vogliamo un po’ analizzarli questi manifesti.

Entrambi come detto si soffermano sul caso stipendio, ma i toni utilizzati sono completamenti diversi, sintomo di un diverso modo di concepire l’opposizione e di un diverso modo di rapportarsi con il proprio elettorato.

Partiamo da quello che ci è capitato di leggere per primo e cioè quello di Giuseppe Guida.

manifesto peppeIl leader di Arienzo Bene Comune si rivolge ai cittadini, infatti non a caso il titolo del manifesto è: “Chiacchierata con i cittadini” non molto inciso invero ma desta certamente curiosità.

Si parte da alcuni presupposti e cioè che il sindaco Davide Guida dai palchi aveva detto che non avrebbe percepito stipendio, lo ha poi ribadito in consiglio comunale; quindi pone una domanda lecita: “Perché il sindaco ha cambiato idea?”

Cioè non si contesta il fatto che il sindaco e assessori ricevano un quantum dalla loro attività amministrativa, sebbene lo stesso Giuseppe Guida, suggerisce che forse era meglio spendere quei soldi in altro modo utile alla collettività, ma pone l’accento sul perché si dice una cosa e poi si fa un’altra senza dare il dovuto conto ai cittadini che si rappresenta.

Il tono è assolutamente istituzionale, rispecchia pienamente il Giuseppe Guida consigliere comunale. Eppure lo si sa, l’uomo sul palco in campagna elettorale è vulcanico, pure troppo, ma nel momento in cui la campagna finisce cambia atteggiamento come doveroso che sia. Comportamento atipico in un politico di questi anni visto che a tutti i livelli i politici cercano sempre il tono da campagna elettorale perenne per evitare l’estinzione e soprattutto che il popolo si accorga dietro lo sbraitare della pochezza del messaggio politico.

Arriviamo al manifesto di Cangiano-Medici del gruppo Insieme.

manifesto cangianoIn questo caso il duo si rivolge direttamente al sindaco con una frase sprezzante: “La tua parola vale zero!!!”

Sorprende subito questa modalità aggressiva. Chi ha mai partecipato a un consiglio comunale ad Arienzo ha sempre visto Cangiano e Medici per lo più silenti, con interventi spesso remissivi. L’unica volta che pareva dovessero fare fuoco e fiamme su un consiglio voluto da loro, su una mozione presentata da loro, hanno fatto una figura poco edificante tornandosene a fine seduta con la coda tra le gambe.

Il consiglio sul bilancio poi è stato velocissimo, non ci pare vi sia stata chissà quale battaglia.

Insieme accusa il sindaco di aver alzato le tasse per poter poi dai maggiori introiti potersi incassare lo stipendio. anche se poi non sono molto chiari nell’esporre se questo è vero addirittura inserendo la Tari che finanzia il servizio rifiuti al 100%, l’ici addirittura ma poi si inserisce l’imu che è l’imposta che l’ha sostituita, insomma un pasticcio.

Certo era meglio battagliare in consiglio comunale, ma ognuno fa l’opposizione come crede.

Anche Insieme pone delle domande. Una è alquanto assurda: Perché volevi fare tutto di nascosto?

Ma se sono state poste in bilancio queste somme, portate in consiglio comunale, discusse e poi votate come si fa a parlare di “nascosto”?

Altra domanda: perché offendi pubblicamente tutti quelli che ti chiedono se prenderai lo stipendio?

Si è vero che il sindaco rappresenta tutti, ma bisogna pure rivolgersi con rispetto istituzionale, se uno parte per esempio dicendo la tua parola vale zero, non è che uno poi può aspettarsi una risposta da confetti e dolcetti. Le offese bisognerebbe evitarle a prescindere.

Comunque a tutte queste belle domande l’opposizione ha uno strumento che si chiama interrogazione consiliare, vedremo se la utilizzeranno.

Quello che ci lascia perplessi di entrambi i gruppi è che nessuno ha sottolineato una cosa fondamentale, tutti hanno posto l’accento sui soldi, ma nessuno sul fattore tempo.

Il tempo che il sindaco dedica alla sua attività amministrativa.

Come è noto noi siamo sostenitori del fatto che chi amministra deve avere un emolumento. Sia perché senza, la politica amministrativa diventa solo appannaggio di chi tiene i soldi e sia perché uno non può campare d’aria.

Siccome il professionista, come nel caso specifico, è il soggetto più danneggiato in quanto deve trascurare il suo lavoro per la collettività è giustissimo che percepisca uno stipendio. Non a caso il sindaco che abbia un lavoro dipendente percepisce la metà che spetta per legge.

Ma come tutte le cose va fatto con raziocinio. Cioè se il sindaco ad esempio, non ci riferiamo al coso specifico ragioniamo per massimi sistemi, sta col sederino seduto sulla sua poltrona un paio d’ore a settimana e poi percepisce uno stipendio lo troviamo dannoso perché non si può fare il sindaco nei ritagli di tempo. Ma un sindaco che fa il suo lavoro, bene o male in questo caso non conta, stando a disposizione dei cittadini 16 ore su 24, forse 2.500€ lordi al mese so pure pochi.

Noi siamo sempre dell’idea che se un sindaco vuole percepire lo stipendio se professionista deve “lasciare” la professione in favore della collettività. Lo studio sarà gestito da un socio o da un dipendente eventualmente, insomma non ci interessa come fa, ma il suo tempo deve dedicarlo tutto alla popolazione se percepisce stipendio, se rinuncia allora pace, ma il popolo non si lamenti della qualità del servizio che il sindaco può offrire.