
Uno dei motivi per cui chiediamo le dimissioni dell’amministrazione comunale — fino a ieri guidata da Pirozzi e oggi, suo malgrado, da Carmine De Lucia ’58 — è la gestione che riteniamo irresponsabile di una questione che riguarda direttamente la salute dei cittadini.
Sul caso “abitato Maielli” non è ancora chiaro cosa si intenda quando si parla di acqua e tubazioni. Pur di non estendere il divieto di utilizzo dell’acqua a fini alimentari a tutto il territorio comunale di Santa Maria a Vico, si è inventata la formula “Abitato Maielli”, come se il problema potesse essere confinato artificialmente in un’area ristretta. Ma come si può circoscrivere un problema che non si conosce nella sua reale entità?
Ammettete chiaramente di non conoscere la situazione. Ammettete di non sapere come sia composto il sottosuolo del comune. Non è una colpa, sia chiaro: le cose, lo sanno tutti, sono sempre state fatte alla carlona. Ma fingere di sapere ciò che non si sa — questo sì, è grave. E quando si parla di salute pubblica, diventa un vero e proprio delitto.
Pubblicate una mappa se ne avete il coraggio, o almeno se ne avete una.
Nel frattempo, nessun aiuto è stato dato alla popolazione dell’abitato Maielli: né informazioni chiare, né distribuzione di acqua, né supporto alle persone più fragili — anziani, donne incinte, neonati, cittadini con problemi di salute pregressi. E sul piano economico? Che succederà alle bollette? Dovranno pagare anche per l’acqua che non hanno potuto utilizzare? Temiamo di sì.
Tutto questo non è solo imbarazzante. È pericoloso.
Dimettetevi ora: abbiate un sussulto di dignità.