
A pochi giorni dagli eventi meteorologici che hanno riportato paura e disagi in diversi comuni della Valle di Suessola, in particolar modo Santa Maria a Vico e San Felice a Cancello, una domanda torna inevitabilmente ogni volta che piove che sia tanto o meno: siamo davvero più preparati ad affrontare il rischio alluvioni?
Nei giorni precedenti alle recenti piogge, il Comune di Santa Maria a Vico aveva diffuso materiale informativo dedicato proprio al rischio idrogeologico e ai comportamenti da adottare in caso di emergenza. Un’iniziativa certamente utile, perché informare la popolazione rappresenta uno degli strumenti fondamentali della Protezione Civile e della prevenzione. D’altronde, anche a livello nazionale ed europeo si continua a lavorare sull’aggiornamento dei piani di gestione del rischio alluvioni e sulla sensibilizzazione dei cittadini.
Tuttavia, ci chiediamo se la prevenzione possa limitarsi alla distribuzione di brochure e opuscoli.
La sensazione diffusa, soprattutto dopo ogni forte acquazzone, è che il territorio continui a mostrare le stesse fragilità già evidenziate negli anni passati. Strade che si trasformano rapidamente in corsi d’acqua, tombini che faticano a smaltire le precipitazioni intense, valloni, canali e fossi che richiedono manutenzione costante: problemi che non nascono oggi e che certamente non si risolvono con una campagna informativa.
Il punto, però, non è stabilire se abbia piovuto tanto o poco. Il punto è capire quanto il territorio sia in grado di reggere eventi che ormai non possono più essere considerati eccezionali. I cambiamenti climatici stanno rendendo sempre più frequenti precipitazioni concentrate in poche ore e le amministrazioni locali sono chiamate ad adattarsi a questa nuova realtà. La bomba d’acqua estiva in Valle di Suessola sembra ormai essere diventata più una regola che un’eccezione.
Nessuno pretende miracoli. Nessuno immagina che un comune possa eliminare completamente il rischio idrogeologico. Ma i cittadini hanno il diritto di sapere quali interventi siano stati programmati, quali siano stati realizzati e quali invece restino ancora sulla carta. Il comune di Santa Maria a Vico e quello di San Felice a Cancello si sono mai seduti attorno a un tavolo per affrontare insieme una problematica che, di fatto, non conosce confini amministrativi?
Perché informare è importante. Sapere cosa fare durante un’alluvione può salvare vite umane. Ma la prevenzione non può fermarsi alla fase immediatamente successiva all’emergenza. La vera sfida consiste nel ridurre i rischi prima che l’acqua arrivi.
La Valle di Suessola conosce bene il prezzo che può avere la mancata prevenzione. Proprio per questo, forse, è arrivato il momento di aprire una discussione pubblica più sulle opere, sulla manutenzione ordinaria, sul controllo del territorio e sulla programmazione. Questi sconosciuti!
Perché i cittadini non chiedono soltanto di sapere cosa fare quando arriva l’acqua.
Chiedono soprattutto che si faccia tutto il possibile affinché quell’acqua provochi meno danni.