
Da mercoledì 1 aprile a mercoledì 8 aprile l’asilo nido di Santa Maria a Vico resterà chiuso. Ufficialmente per le festività pasquali. In realtà, chi conosce la prassi sa bene che la chiusura pasquale, di norma, si limita al periodo tra giovedì e martedì.
Questa volta, invece, si allunga. E non di poco.
Il motivo? Consentire il trasloco nei nuovi locali delle Bottighele, che saranno finalmente riaperti e inaugurati.
“Finalmente” è la parola chiave. Perché questo asilo avrebbe dovuto vedere la luce già a novembre. Poi, tra rinvii, problemi e le solite “alterne vicende” che ormai sono diventate un marchio di fabbrica, si arriva ad aprile. A ridosso della fine dell’anno scolastico.
Mancano poche settimane alla chiusura delle scuole e, guarda caso, poche settimane anche alle elezioni. E allora l’inaugurazione diventa inevitabile. Necessaria. Più che per i bambini, per le fotografie.
D’altronde, non è una novità. Parliamo di un’amministrazione che riesce a cantierizzare tutto, ma a concludere poco o nulla nei tempi previsti. Un’amministrazione che comunica qualsiasi cosa, anche la più ordinaria, trasformandola in evento. Che inaugura, celebra, taglia nastri e — perché no — benedice pure l’asfalto, se serve a riempire un comunicato stampa.
In un contesto del genere, l’apertura dell’asilo nido rischia di sembrare meno un servizio restituito alla comunità e più un set fotografico a cielo aperto. Una scenografia perfetta: bambini, famiglie, sorrisi istituzionali e magari anche la luce giusta per uno scatto da campagna elettorale.
Un’amministrazione normale, dopo aver mancato clamorosamente la scadenza di novembre, forse avrebbe scelto un profilo più basso. Magari meno passerelle e più sostanza. Ma qui il pudore non è esattamente di casa.
Resta solo una speranza, che poi è quella che conta davvero: che i nuovi ambienti siano adeguati, sicuri e funzionali per i bambini e per chi ci lavora ogni giorno.
Per il resto, facciamo i nostri migliori auguri all’amministrazione: che trovino la luce giusta, l’inquadratura migliore e il sorriso più convincente, quello che non deve mai mancare è la foto perfetta.
E se poi, per una volta, dopo lo scatto arrivasse anche la normalità dei servizi che funzionano, sarebbe quasi una sorpresa. Ma di quelle belle.