
Se una cosa che viene criticata alla politica italiana di questi anni è il fatto che ci sono troppi “anziani” nei ruoli di comando. Appunto la gerontocrazia al potere.
C’è da dire però che negli ultimi anni il nostro Paese è cambiato molto da questo punto di vista.
Se andiamo a vedere i presidenti del consiglio dei ministri degli ultimi dieci anni notiamo come l’età sia molto diminuita rispetto al decennio precedente. Infatti, se nel 2004/14 la media era di 67 anni nel decennio 2014/2024 è di 55 anni. Passi avanti ce ne sono stati.
Negli Usa invece, pare che vi sia tra i due schieramenti una sorta di gara a chi presenta il più anziano candidato connesso anche a essere più scimunito. Lotta di titani tra Biden e Trump.
Sia chiaro che essere anziani in politica non è una cattiva cosa, anzi, si ha quella esperienza fondamentale utilissima, che i giovani non possono avere. Però c’è un limite.
Trump ha qualcosa come 78 anni! Biden 82 anni! Se eletti Trump finirà il mandato a 82 anni e Biden a 86!
Chiaramente per noi italiani ed europei frega poco di queste problematiche di classe dirigente. se non per il fatto che però stiamo parlando del capo dell’esercito più potente del mondo. Una elezione nell’uno o nell’altro senso influisce, più o meno direttamente, sulla politica estera di tutti i paesi del mondo.
E’ davvero sciocco considerare i partiti americani come un riflesso delle coalizioni italiane, dove partito democratico usa sarebbe una sorta di centro sinistra, partito repubblicano usa una sorta di centro destra.
Assolutamente no! Parliamo di due destre che si confrontano. Il partito democratico con una certa attenzione alle questioni sociali e il partito repubblicano con un’attenzione alle questioni economiche.
La differenza importante la fa la politica estera. Il partito democratico è più interventista nelle questioni mondiali dove vi è comunque un interesse americano in gioco, mentre il partito repubblicano è più attento alle questioni interne e la politica estera è vista in questa funzione.
Chiunque vincerà però dovrà fare i conti con la propria età e soprattutto con i problemi ad essa annessa.
Biden ad esempio in questo ultimo periodo ha dovuto affrontare due problematiche grosse in tal senso, come la sottrazione di documenti dell’amministrazione Obama quando era lui vice definito dal procuratore che indaga sul caso come un uomo anziano con buone intenzioni e scarsa memoria.
In una conferenza stampa è stato capace di associare Al-Sisi come presidente del Messico. Ora questo si chiama Al Sisi come cavolo ti viene di associarlo al Messico? Ma si fosse chiamato Lopez, Ortega!?
Addirittura sulla questione Russo-Ucraina, quindi temi assolutamente scottanti e attualismi, è stato capace di dire che Putin sta perdendo la guerra in Iraq!
Non è che Trump sia esente da gaffe senili, anche se non è chiaro se nel suo caso il problema è l’età o la crassa ignoranza.
E’ stato capace di dire che Italia e Usa sono legati da una millenaria comune eredità culturale. Alquanto bizzarro visto che gli Usa esistono come stato da meno di 250 anni.
Ancora, Trump ha definito Orban un grande leader, che è tutto dire, ma lo ha fatto diventare presidente della Turchia.
Mai come stavolta l’elettore americano dovrà votare il meno peggio, sperando che lo sia davvero per noi europei.