Oggi pomeriggio sarà presentato presso la sala Sant’Eugenio del convento dell’Assunta il “Progetto di Riqualificazione della Corte Aragonese” e in più anche il calendario dei padri oblati per il 2017.

Partiamo subito con il dire che è un ottima cosa, a Santa Maria a Vico un monumento ci sta e ci pare giusto che venga valorizzato e tutelato nel rispetto dell’arte e della storia, certo non essendo nemmeno legati a essi con i paraocchi altrimenti non avremmo la miracolosa statua della Madonna trapuntata di stelle opera di questo ultimo secolo. Infatti la statua originariamente oltre a non avere le corone non aveva le stelle che furono aggiunto tramite una donazione di tante famiglie del posto, è possibile leggere l’elenco quasi completo delle famiglie che fecero la donazione e pure dell’orafo che eseguì l’opera, recandosi all’entrata del complesso aragonese.

Quello che però ci lascia perplessi è la dicitura “Corte Aragonese”.

Oltre al fatto che sembra il nome di un agriturismo, ci pare non preciso da un punto di vista storico-architettonico.

La corte nel quattrocento si affermava come il centro del potere politico e culturale di una potente famiglia che controllava enormi porzioni di territorio, non uno stato nel termine che usiamo oggi ma qualcosa che si avvicinava di molto.

Anche da un punto di vista architettonico la Corte non è che un enorme edificio, o più edifici civili, al cui centro appunto vi è un ampio cortile.

Da dove è stato preso questo termine corte non lo capiamo, speriamo di avere delle delucidazioni nel pomeriggio. Un avviso tecnico: non c’è bisogno di telefonarci, scrivete nei commenti, ci stanno apposta.

Non è più corretto parlare di convento aragonese? Visto che pare che i progetti si dovrebbero riferire -ma lo scopriremo oggi meglio- solo una parte del complesso appunto.

Oppure utilizzare il più noto termine -per quanto non proprio bello- di complesso aragonese?

Come detto oggi ne sapremo, speriamo, di più.